Arriva, tramite Sport Mediaset, anche il parere di Andrea Ranocchia in merito alla terza mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali. Secondo l'ex difensore di Inter, Hull City e Sampdoria, l'eliminazione nasce da un background in primo luogo culturale: "Rispetto a tanti anni fa, molti meno ragazzi giocano per strada. I settori giovanili sono sempre attivi ma giocare 4-5 ore in più con gli amici nei campetti sotto casa e nelle parrocchie influisce sul fatto che non si trovino più tanti talenti in giro. Poi ci sono tante attività in più per i ragazzini oggi e su questo possiamo fare poco. Incide anche il livello delle strutture dilettantistiche, se da genitore devo portare mio figlio a giocare in una struttura fatiscente posso scegliere di fargli fare altri sport".

Un altro problema è la metodologia di allenamento: "Negli ultimi anni si sta andando su un calcio sempre più atletico, fisico; non si allena più la tecnica di base, che è quella che ti fa diventare un buon giocatore, specie a livello dilettantistico. Inoltre, in Serie A facciamo fatica a saltare l'uomo: la base tattica è di livello alto, ma quello che manca è avere tanti giocatori che riescano a saltare l'uomo. Ci sono tanti ottimi giocatori, ma quello che manca è colui che crea superiorità; proviamo sempre a entrare in area palla al piede, ma senza creare superiorità. Tutte le big europee hanno gente in grado di saltare l'uomo. Questo playoff è stato complicato, c'era un'enorme pressione e in tanti hanno fatto fatico a gestirla. Il movimento calcio deve cambiare, anche la politica deve metterci mano e investire perché il rischio è che questo non sia l'ultimo Mondiale al quale non parteciperemo". 

Sezione: News / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 15:19
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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