Ospite della "Prima Serata" di Inter Channel è Fredy Guarin. Inevitabilmente si parte proprio dalla parte meno bella della vittoria di ieri contro il Cluj e cioè dall'infortunio di Diego Milito: "Dobbiamo tutti dargli la forza necessaria. Questo è un momento difficile, brutto della sua carriera e tocca a noi aiutarlo, anche con i nostri messaggi. E anche voi tifosi, adesso dobbiamo tutti dimostrare di essere una famiglia, Diego ne ha bisogno".
Sul ritorno in campo di Dejan Stankovic, Guarin non ha dubbi: "Deki per noi è la storia, è un giocatore, un uomo importante che dà tante motivazioni a noi giovani. Lui ha vinto tanto e la sua storia parla per lui". Il centrocampista colombiano svela poi quale era il suo idolo da bambino: "Ronaldo, il fenomeno, e poi anche Patrick Vieira mi è sempre piaciuto tanto". E a Mattia che gli chiede di segnare tre gol nel derby contro il Milan, Guarin risponde con un sorriso e dice: "Meglio di tre gol preferisco fare tre punti".
"Provare il tiro dalla distanza è la mia virtù nel calcio. Se ho lo spazio necessario penso sempre a calciare perchè ho questa qualità. Ieri ho preferito formire l'assist a Palacio perchè si vedeva subito che aveva spazio per calciare in porta". Così Fredy Guarin parla della sua caratteristica e della sua capacità di sfruttarla a seconda delle situazioni. Lo fa durante la Prima Serata di Inter Channel dove poi analizza il suo ruolo da trequartista: "Mi trovo bene in questa posizione, mi sta piacendo tanto. Con il Porto, quando abbiamo vinto tutto con Villas Boas, ho giocato qualche partita in quel ruolo. Adesso qui quando lo faccio più spesso mi sento meglio, ho maggiore fiducia e mi dà la spinta per appoggiare l'attacco. Poi pensiamo sempre a migliorare".
A proposito dei suoi hobby, il Guaro spiega che "niente è bello quanto stare con i miei bambini. Ho due figli sensazionali che hanno sempre bisogno di tempo. Io sto con loro e con mia moglie. Se cucino? Lo faccio, ma non sono bravissimo mentre lei lo è". Capitolo clima: "A Milano mi sono adattato bene. Se ho visto la neve? Si, ma l'avevo già vista quando giocavo nel Saint-Etienne, in Francia, lì faceva davvero freddo. Qui la gente, i tifosi mi stanno trattando benissimo e questo mi rende felicissimo".
Sulla possibilità di chiudere la carriera all'Inter, Guarin spiega: "Non posso dirlo adesso. Nel calcio non si sa mai, ho solo 26 anni e adesso non potrei dirlo". E ripensando al suo arrivo in nerazzurro: "Ho sempre avuto una buona sensazione per la squadra nella quale stavo arrivando e per quello che avrei potuto fare con la maglia dell'Inter. Ho sempre vissuto tutto come un sogno che è divenuto realtà. Quando ero nel Porto sapevo tanto dell'Inter perchè parlavo con Ivan (ndr, Cordoba), in Nazionale ne parlavamo tanto e io scherzavo chiedendogli di portarmi all'Inter. Lui mi parlava della squadra, dei giocatori, di Ronaldo, che era il mio idolo. Anche quando sono arrivato in Portogallo si parlava tanto e benissimo di quello che José Moutinho stava facendo con l'Inter. Con Villas Boas ho trovato il ruolo di trequartista, non l'avevo mai fatto prima. Perchè del Numero 13 in Nazionale? L'ho sempre avuto dalla prima volta in Under 16".
Attraverso i messaggi e le telefonate dei tifosi, continua il racconto di Fredy Guarin ai microfoni di Inter Channel durante Prima Serata: "Posso dire con tanto orgoglio che per me questa maglia ha un significato importantissimo. Per tutto quello che vuol dire la mia vita e la mia carriera, sono totalmente consapevole della grandezza della squadra in cui mi trovo, dei miei compagni, di Ivan Cordoba che è sempre importantissimo per me e per mio padre. Questa maglia per me significa tante cose".
Con l'infortunio di Milito, qualcuno pensa a un Guarin prima punta: "Quando ho cominciato la mia carriera come professionista facevo l'attaccante, ma era diverso, ero piccolo e magro. Adesso mi sono adattato a giocare a centrocampo, il ruolo di attaccante lo lascio Palacio e gli altri miei compagni". Sul rapporto con Andrea Stramaccioni e i suoi compagni: "Mi trovo benissimo con tutti. Il Mister è eccezionale, la sua età lo aiuta tanto nel relazionarsi con il gruppo e anche i miei compagni sono sempre alla ricerca del bene di tutti. Questo è importantissimo per il nostro progetto".
Si parla poi ancora della capacità di calciare dalla distanza del centrocampista colombiano: "Ho sempre avuto questa qualità. Facevo tanti gol da fuori area quando ero piccolo, i portieri erano piccoli, ma anno dopo anno ho sempre cercato di lavorarci su e migliorare con l'allenamento. Facevo sempre un lavoro specifico su questo dopo la normale seduta di lavoro e lo faccio tuttora, una volta o due la settimana con Mister Baresi. Sono cambiati i palloni? Bisogna avere il bel tiro, ma anche la tecnica, guardiamo ad esempio Cristiano Ronaldo, Antonio Cassano o Ricky Alvarez".
A proposito del suo connazionale, Juan Quintero, il centrocampista colombiano spiega: "È un giocatore di un'altra squadra. Per quello che so di lui, posso dire che è un calciatore importante e farà sicuramente bene. Con quel sinistro può fare bene in un futuro immediato. Convincere Falcao a venire all'Inter? È fortissimo, sarebbe un sogno per me e per tutti i tifosi nerazzurri. Per lui non lo so".
"Credo che la decisione di calciare in porta da una certa posizione sia un rischio - spiega Guarin -, ma a me piace farlo anche se non sempre può andare bene. Ogni tanto però segno gol di quel tipo..". Un ragazzo giovane, di dodici anni chiede consigli al campione nerazzurro: "La prima cosa, che è la la stessa cosa che dico a mio figlio di quasi 8 anni, è quella di studiare e poi fare di tutto per cercare di trasformare quel sogno in realtà. Io ho studiato, ma avevo sempre in testa il calcio (ndr, sorride)".
"Cordoba", continua Guarin "mi aiuta tantissimo. La sua presenza sia in panchina durante le partite che tutti i giorni in allenamento, mi fa benissimo. La storia che lui ha scritto nell'Inter e nella Nazionale colombiana, per noi è un orgoglio. Ricordo ancora quel 29 luglio 2001 quando Cordoba segnò in Colombia-Messico finale della Coppa America. Ho un aneddoto a proposito: avevo 15 anni, mio zio aveva un ristorante e io facevo le consegne. Un giorno dovevo farne una e poi sono rimasto con la moto, sono tornato a mezzanotte e mio zio era ancora li ad aspettarmi...". "Leonardo Di Caprio" è l'attore preferito da Fredy Guarin, che quando segna balla il reggaeton: "Mi piace. In Nazionale lo proviamo perchè lì ballano tutti. Con Nagatomo abbiamo provato a fare la salsa..".
Buono, gentile e umile. Ecco come un tifoso vede Fredy Guarin fuori dal campo: "Queste parole mi piacciono tanto. So quale sia l'importanza di un giocatore per un tifoso. A volte basta un autografo, un'occhiata, un saluto per rendere felice un tifoso e questo fa felice anche me".
Autore: Fabrizio Romano / Twitter: @FabRomano21
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