La questione dello stadio è più che mai attuale per Inter e Milan. Restare a San Siro o traslocare da qualche altra parte è la domanda su cui ormai da anni si interrogano i dirigenti nerazzurri e rossoneri. Tra dubbi, burocrazia e l’effettiva volontà di compiere un passo decisivo è ovviamente determinante capire anche quale sia la posizione del Comune di Milano, diretto interessato della vicenda. Alice Arienta, Vice Presidente della Commissione Sport del Comune di Milano, in esclusiva per FcInterNews, analizza proprio tutte queste tematiche.

Partiamo con una domanda tecnica. Un’eventuale concessione dello stadio di San Siro a Inter e Milan per 99 anni, significherebbe che di fatto i due club ne avrebbero la proprietà?
“Si tratta di tipologie di contratti che già esistono a Milano per altre strutture. Un esempio sono le cascine. A livello amministrativo si deve avere un limite, che per l’appunto può essere di 99 anni. Anche se in questo caso mi sembrerebbe un po’ lungo. Mettiamo dei paletti: a livello di marketing se le due squadre volessero ristrutturare il Meazza, sarebbe opportuno che si mettessero d’accordo e si facesse insieme. Però questo ce lo dovrebbero dire loro. Il nuovo amministratore del Milan Gazidis si è detto interessato all’ipotesi, aspettiamo di capire se vale lo stesso per l’Inter. Poi sulla durata dell’eventuale accordo non sta a me stabilirla. Posso dire che se ci fosse un forte investimento di un privato si troverebbe sicuramente la formula migliore, anche con tempistiche temporali minori dei citati 99 anni. Si tratta solo di una prassi amministrativa, poiché serve indicare un termine massimo. Degli esempi possono essere le tombe. Concessioni meno lunghe, ma comunque estese, sui 30-50 anni, riguardano scuole da sistemare e grandi edifici”.

Il punto però non è la durata dell’eventuale intesa…
“Esatto. Si deve appurare la volontà dei privati, quindi di Inter e Milan, di puntare su una struttura che rappresenta ad oggi un punto di riferimento storico per la città di Milano. Poi un accordo lo si troverà di sicuro”.

Quindi se venisse data la concessione alle due società per 50 anni, alla fine lo stadio si potrebbe considerare di loro proprietà?
“Certo, sarebbe casa loro. Prima mi ero riferita alle cascine, ecco questi edifici di fatto si tramandano di famiglia in famiglia”.

Qual è la situazione invece intorno a San Siro? E ci sarebbero altre aree eventualmente fruibili per tali impianti?
“Diciamo che l’ipotesi di ristrutturare il Meazza è molto percorribile per la storicità di San Siro e anche molto semplicemente per investimenti già effettuati, come la linea della metropolitana. Come altra zona, d’accordo con quanto dichiarato dal Sindaco, ci sarebbe quella di Baggio, di Piazza d’Armi: a patto però che si preservi il verde e si mantengano determinati vincoli. Indico poi anche Rogoredo, un’area ideale. Col verde, servita dai mezzi”.

Il boschetto di Rogoredo è tristemente famoso per lo spaccio di droga…
“Per questo chi vive nei dintorni sarebbe felice e favorevole alla costruzione di uno stadio di calcio, con la zona che così potrebbe essere riqualificata”.

Il Comune di Milano potrebbe concedere un terreno a un prezzo favorevole a Inter e Milan, come successo a Torino con la Juventus?
“Sarebbe interessante agevolare le squadre qualora decidessero di mettere a posto il Meazza. Altrimenti entrerebbero in gioco altri fattori. Ad esempio l’area di Piazza d’Armi non è del Comune, ma di Invimit. E anche con una regia pubblica non si possono, diciamo così, regalare le cose. E in questo specifico caso comunque si dovrebbero mettere così d’accordo due/tre privati”.

Sa il motivo per cui è tramontata definitivamente l’ipotesi, da parte dell’Inter, di costruire un nuovo centro d’allenamento in Piazza Perrucchetti?
“Semplicemente perché la trattativa non è andata a buon fine”.

In un caso o nell’altro, che sia San Siro o un nuovo impianto, siamo vicini all’happy ending?
“Speriamo. E ce lo auguriamo. Si parla sempre di situazioni complesse, che devono tenere conto della volontà non di una, ma di due società diverse. L’auspicio è che finalmente tutto converga nella stessa direzione”.

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Sezione: Esclusive / Data: Dom 16 dicembre 2018 alle 20:51
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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