Il terzino nerazzurro Dalbert Henrique, ospite negli studi di InterTV, ha concesso una lunga intervista raccontandosi a tutto tondo. "Posso dire che per me il calcio è tutto: è la mia vita, quello che mi sostiene e che mi sprona. Io amo questo sport", esordisce il brasiliano.

Segui anche i campionati esteri?
"A volte sì, a volte no. Mi piace seguirli, ma non più di tanto. A volte seguo il calcio in Brasile, perché è il mio paese".

Parlaci della tua avventura in nerazzurro.
"L'Inter per me è stata una grande rampa di lancio. E' stata la più grande fortuna della mia vita e posso dire che in questo momento l'Inter è tutto per me e per la mia famiglia. Tutti tifiamo Inter, io tifo Inter. Per me è emozionante giocare con questo club".

C'è un compagno di squadra con cui hai legato in modo particolare?
"Mi trovo bene con tutti. Ho stretto con Miranda, perché è brasiliano, e con Joao Mario perché parliamo la stessa lingua. Ma anche con Keita. Diciamo che mi trovo bene con tutti".

Cosa ti ha colpito di Milano?
"Tutto, direi. Non c'è una cosa in particolare: la città è bella".

Come va con l'italiano?
"Lo sto imparando, anche se è difficile rilasciare interviste perché mi mancano alcune parole. Però capisco i miei compagni e quello che mi dice il mister. Miglioro sempre e tornerò a studiare per migliorare ancora".

Hai trovato qualche differenza tra la Serie A e il campionato brasiliano?
"Sì, qui in Italia è tutto più organizzato. C'è la tattica, c'è molta intensità. La differenza è questa. Il calcio brasiliano è molto ballato, quello italiano più tattico e duro".

Cosa deve saper fare un terzino nel calcio moderno?
"Fondamentale è saper difendere bene, ma oggi un terzino fa la differenza offensivamente. In termini di gol, assist e cross questo ruolo è cambiato molto. Si attacca tanto e si difende molto".

Quali sono i tuoi idoli nel ruolo di esterno difensivo?
"Sono cresciuto vedendo giocare Roberto Carlos, è lui il mio idolo. Attualmente Marcelo è il migliore al mondo. Poi mi piace molto Alaba per il suo stile di gioco. Ammiravo molto Junior, che ha giocato al San Paolo".

Quale rapporto hai con tuo padre dal punto di vista calcistico?
"Sono cresciuto vedendolo giocare, ho imparato tanto da lui".

Quanto conta per te il calore dei tifosi?
"Sicuramente motiva molto la squadra e me stesso. Fa il bene dell'Inter".

Come sta proseguendo la tua avventura interista?
"Mi sono adattato abbastanza bene, anche sul campo. Ho imparato tanto sul calcio italiano. Sto migliorando tanto, ma non c'è qualcosa in cui ho difficoltà. Mi trovo bene, sono felice qui ed anche la mia famiglia lo è".

Quali ricordi hai di Nizza?
"Mi sono trovato bene e sono stato molto felice. Lì ho avuto l'opportunità di mettermi in mostra nel calcio europeo ed oggi sono all'Inter grazie a quell'avventura".

Sezione: Focus / Data: Mer 14 novembre 2018 alle 21:25
Autore: Andrea Pontone / Twitter: @_AndreaPontone
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