L’Inter sceglie di lasciare il possesso alla Fiorentina, cercando di ripartire già dai primi minuti con transizioni veloci. L’idea è chiara: ribaltare subito il fronte cercando passaggi diretti sugli attaccanti, per scavalcare il centrocampo viola. Asllani, Frattesi e Mkhitaryan sono un po’ in difficoltà contro Arthur, Duncan e Bonaventura che tessono una fitta rete di passaggi, con una manovra avvolgente a destra e sinistra. Il regista nerazzurro, chiamato a sostituire Calhanoglu, inizia timido, ma con il passare dei minuti cresce in personalità, abbassandosi sulla linea difensiva a ricevere palla o offrendo sempre lo scarico. La posizione ibrida di Nzola, seconda punta con licenzia di svariare che prende spesso palla sulla destra per accentrarsi, crea qualche problema alla coppa Bastoni-Carlos Augusto. Ma tutto sommato nel primo tempo l’Inter difende ordinata e non rischia nulla.

La Fiorentina non riesce a penetrare perché gli effettivi viola si muovono poco senza palla, non offrendo mai tagli o corse nello spazio. Cosa che invece fanno i nerazzurri, specialmente con Thuram e Frattesi, che vanno spesso ad attaccare la linea a 4 viola che gioca sempre molto alta, rischiando più di una volta. Come si vede fare spesso, è Lautaro che viene incontro a cucire gioco e offrire sponde di prima, mentre Marcus pensa di più ad allungare la squadra con e senza palla. La Fiorentina crea le maggiori situazioni interessanti quando Nzola gioca vicino a Beltran: i due scambiano veloci e con qualità, cercano di bucare la linea a 3 nerazzurra. Ma la difesa capitanata da De Vrij regge le folate viola ed è bravissima a ripartire forte con il solito Pavard che spesso sovrappone a Darmian che si ferma dietro.

Con il passare dei minuti l’Inter si schiaccia sempre di più, grazie a una pressione costante della Fiorentina che, dai piedi del regista Arthur, smista palloni a destra e sinistra, per far piovere anche cross dalla tre quarti. Faraoni si stacca dalla difesa e comincia a proporsi con continuità in fase offensiva per cercare di mettere più palloni in mezzo possibili. Lo stesso fa Parisi nell’altra fascia, prendendosi la licenza anche di accentrarsi. L’Inter non riesce più a uscire dalla propria tre quarti per la mezz’ora finale di gara, se non con due contropiede mal gestiti.

Alla fine l’arrembaggio viola non porta risultati e l’Inter, compatta dal 1° al 95esimo minuto, può guardare tutti dall’alto in basso. Ancora una volta.

Riccardo Despali

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Sezione: Angolo tattico / Data: Lun 29 gennaio 2024 alle 11:46
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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