Allo stadio Meazza, per assistere a Inter-Monza, c'era in tribuna anche Leonardo Bove, uno dei sopravvissuti alla tragedia di Capodanno di Crans Montana. "Ritornare al Meazza è stato una gioia immensa - dice alla Gazzetta dello Sport -. Significa che, dopo mesi chiuso in una stanza d'ospedale, sto davvero tornando alla normalità. Alla vita di prima".

Bove racconta di aver scritto su Instagram a Javier Zanetti e venti minuti dopo è arrivata la risposta: "Pupi si era appassionato alla mia storia. Durante la prima visita mi aveva trovato sdraiato, la seconda, prima di partire per il Mondiale, gli ho fatto una sorpresa: l'ho aspettato in piedi all'ingresso e si è emozionato. Mi aveva promesso che mi avrebbe portato a San Siro ed è stato di parola". Col Monza un altro regalo. "Ero con mio padre e mio nonno, due veri interisti, e Marotta mi ha riconosciuto e portato a bordo campo per il riscaldamento".

"ll mio scudetto è stato ricominciare a camminare: li ho capito che avrei vinto la mia partita. Ma vedere l'Inter mi aiutava a non pensare nelle giornate infinite, durissime, in cui però non sono mai stato solo: almeno per due ore riuscivo perfino a sorridere. Sul 3-2 di Zielinski alla Juve gli infermieri sono venuti in camera preoccupati per la mia troppa gioia... Mi ripetevo che sarei tornato a San Siro e, soprattutto, che sarei tornato a giocare. Perché io giocherò di nuovo a calcio. E quando tornerò in campo, mi piacerebbe che ci fosse qualcuno dell'Inter a vedermi".

Il ragazzo aveva già avuto modo di incontrare i giocatori nerazzurri in visita a Niguarda. "Appena ho visto i giocatori, il dispositivo che controllava i battiti ha iniziato a suonare perché la frequenza cardiaca era schizzata. Ho preso in giro Barella dicendogli che dovrebbe tirare un po' di più e ho fatto i complimenti a Dimarco per la stagione super. Mi hanno promesso che, appena fossi stato definitivamente in forma, mi avrebbero portato alla Pinetina. Voglio tirare un rigore a uno dei portieri perché sono uno specialista come Calha. Lautaro? Sin da bambino mi chiamano Toro e al capitano chiedo un altro Scudetto e una Coppa Italia: diciamo che ho imparato ad accontentarmi di poco...".

Sezione: Rassegna / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 09:38
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture