Lunga intervista di Zlatan Ibrahimovic a Discovery+, versione svedese. L'attaccante del Milan ha parlato delle qualità necessarie per restare sulla cresta dell'onda anche alla soglia dei 40 anni. "Quando sono tornato al Milan la prima domanda che mi hanno fatto riguardava il fatto che tutti gli ex rossoneri che dopo qualche anno sono tornati in squadra non hanno mai raggiunto gli standard precedenti - ha ricordato Ibra -. Mi hanno chiesto quale sarebbe stata la differenza fra me e loro. La risposta è semplice: io non ho mai perso la passione per quello che faccio. E quando scendo in campo, specialmente da dopo l'infortunio, ogni volta che tocco il pallone mi sento come un ragazzino che mangia le caramelle per la prima volta. Sono felice e grato per ogni volta che posso indossare le scarpette da calcio, scendere in campo, sentire l'odore dell'erba, ricevere il pallone e toccarlo quante più volte possibile. Quando ero infortunato non ho toccato il pallone per molti mesi e ho sofferto. Immaginate: 20 anni di carriera vissuti toccando il pallone, in pratica tutta la mia vita, poi arriva un momento in cui passi dal toccare il pallone ogni giorno a non toccarlo più. Non è stato semplice, anche perché non è stata una cosa graduale: toccavo il pallone tanto e ogni giorno, poi all'improvviso non ho potuto più farlo. Da lì ho capito che il pallone è il mio migliore amico e che voglio averlo al mio fianco per il resto della mia vita. Ecco perché provo questa felicità ogni volta che scendo in campo. Gioco al Milan, ai massimi livelli. Ci sono tante persone gelose, tanti che vorrebbero essere in questa situazione, ma non tutti possono farlo".

Poi un ricordo di Ronaldo il Fenomeno: "Lo dico sempre a tutti quelli che giocano con me: Ronaldo è il gioco del calcio. Per me quel Ronaldo è il calcio. Il modo in cui si muoveva, il modo in cui faceva i doppi passi, le sue serpentine. Per me è il più grande giocatore della storia, senza dubbio".

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Sezione: Il resto della A / Data: Gio 25 febbraio 2021 alle 18:48 / Fonte: TMW
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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