La condizione atletica, l'esordio in questo torrido agosto e un Monza pimpante fisicamente. Le variabili del 22 agosto erano diverse, ma l'Inter conosce se stessa e raccoglie i frutti del lavoro sporco con pazienza e cinismo. E dire che la bomba di Calhanoglu sembrava aver indirizzato lo scenario in modo indiscutibile. Poi i brianzoli avevano reagito, pareggiando i conti e rendendosi insidiosi anche in un altro paio di situazioni. Nella ripresa l'Inter è stata famelica e determinata. Il tratto identitario del 'conoscere la propria anima' coincide con il graffio cinico. Il profluvio di reti dopo lo spavento è una perfetta conseguenza della superiorità interista nei confronti di un Monza comunque combattivo.

LA PERLA DALLA DISTANZA CHE VALE ORO. Pio fa a sportellate, apre gli spazi della manovra a Diouf. C'è chi lo chiama confetto, chi invece preferisce utilizzare terminologie più consone al mondo pallonaro: bomba di prima intenzione, una scarica elettrica dalla traiettoria drittissima. Eh sì, Calhanoglu realizza il vantaggio e il 14esimo gol da fuori area da quando veste la maglia nerazzurra. Esplode San Siro, la situazione si sblocca e il pubblico esulta a più non posso perché l'approccio dell'Inter è stato quello dei migliori. Premere sull'acceleratore è l'imperativo categorico della squadra di Chivu, anche se la freschezza atletica non è quella dei trmpi migliori. Il Monza sale di passo gradualmente, come un passista scalatore che vede davanti a sé una montagna da scalare. Varela beffa Akanji con un ottimo dribbling e infila un diagonale perfetto e preciso quel che basta per trafiggere Martinez e pareggiare i conti a San Siro. Il pari brianzolo ha un sapore particolare per il Biscione, perché nonostante qualche tentativo individuale, arrivano le prime criticità nella distanza tra i reparti. Il Monza è ben distribuito, concede poco ai nerazzurri e riparte a tutta birra, sprecando un paio di contropiedi interessanti.

LA DOTE DEL 'SAPER COGLIERE L'ATTIMO'. A inizio secondo tempo gli spazi aumentano perché le distanze non sono più le stesse e tanti giocatori fanno fatica a tenere il ritmo elevato in questo caldo esordio agostano. Il tassello primario è sempre lo stesso: saper cogliere l'attimo. E Zielinski lo fa molto bene, raccogliendo la respinta errata di un goffo Pizzignacco per ristabilire il vantaggio nerazzurro. La condizione fisico-atletica è determinante: le difficoltà ci sono in questo primo appuntamento. Ma entra in scena l'ariete Pio Esposito. Che fa scorrere la palla e con un colpo di tacco geniale confeziona il tris del Biscione. Il contributo di Sucic, neoentrato, e di Diouf sulla destra, è solamente l'antipasto del disegno perfetto. Una magia implacabile. Il poker messo a referto da Bisseck archivia la pratica già poco dopo l'ora di gioco. Convinzione ed entusiasmo: i tifosi cantano a squarciagola e non potrebbe essere altrimenti. Le due fasi del poker famelico. L'Inter festeggia i primi tre punti con fiducia e qualità. C'è anche tempo per l'ingresso tra gli applausi di Stones, acclamato da tutto San Siro.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 08:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione