Che ruolo intende rivestire la Lega di A nel processo di rifondazione del calcio? A rispondere è Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A intervistato da Il Corriere della Sera, dove il numero uno degli uffici di Viale Rosellini ha ampiamente parlato del calcio italiano all'indomani del terremoto di Zenica: "Siamo la locomotiva del movimento, anche se abbiamo un peso elettorale limitato, pari al 18%. Vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale, di guida".

Come?
"Iniziamo dal dire che un tempo tutti i presidenti federali erano espressione della A, negli ultimi anni non è più avvenuto. Non solo: non abbiamo vicepresidenze in federazione, eppure versiamo 130 milioni l'anno per garantire il funzionamento di tutto".

La misura impellente?
"Abbattere i paletti che ora ostacolano l'investimento sui giovani. Per l'acquisto di stranieri non servono garanzie, ma da quando esiste la stanza di compensazione, in caso di compravendita di italiani, occorre presentare delle fideiussioni. Capisco che questo meccanismo era nato per fornire sostenibilità al sistema ma dobbiamo togliere vantaggi economici nel puntare sugli stranieri. Però, non è l'unico rimedio".

Per la ristrutturazione del sistema quali richieste avanzate al governo?
"Abbiamo già avviato colloqui con il ministero dell'Economia. Chiediamo incentivi per i settori giovanili e la tutela di quelle promesse che dopo essere state formate nei vivai vengono strappate per due lire da squadre straniere. E I poi ancora l'abolizione del decreto Dignità e il ripristino di benefici fiscali per acquistare campioni. Da quando il decreto Crescita non è più in vigore è aumentato il numero degli stranieri ma di qualità peggiore rispetto a prima. E poi ci dovrebbe essere riconosciuta una percentuale derivante da giochi e scommesse".

La mancata partecipazione al Mondiale che effetto a cascata ha sulla Lega?
"Non essere negli Usa, mercato dove pensavamo di espanderci, comporta un rallentamento sulla vendita dei diritti tv all'estero. Perdere una vetrina del genere significa avere meno introiti, meno risorse per acquistare campioni e quindi meno competitività".

Cosa replica alle accuse di insensibilità per non aver concesso lo stage a Gattuso?
"Facciamo chiarezza: non ci è stato chiesto anche perché la Figc e il ct erano ben consapevoli che non c'erano date a disposizione con il calendario compresso. Vorrei aggiungere che nessuna Nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage. Nel nostro caso, poi, sarebbe stata una riunione ridotta dal momento che quattro dei titolari a Zenica giocano all'estero e non avrebbero partecipato".

La Lega di A ha un peso relativo nella contesa elettorale, non c'è il rischio di arrivare divisi alla meta con lo spettro del commissariamento dietro l'angolo?
"Ci deve essere unità di intenti fra le componenti, per scongiurarlo. Bisogna sedersi al tavolo per trovare un nome e soprattutto un programma condiviso".

Presidente, ma non è stanco anche lei di assistere ogni lunedì a dibattiti sugli arbitri?
"Dobbiamo elevare il livello. Prima i nostri fischietti erano i più bravi al mondo, mi riferisco a Collina e Rosetti. Ora lo standard qualitativo si è abbasssato, ecco perché stiamo pensando al professionismo. Se vogliamo essere credibili, occorre che tutti gli attori in gioco siano professionisti, come avviene in Inghilterra".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 12:04
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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