Pietro Bussolati, consigliere regionale del PD ed ex segretario cittadino del partito, difende l'operato della Giunta Sala nella gestione dell'operazione di vendita dell'area di San Siro a Inter e Milan. Queste le sue parole all'edizione milanese de La Repubblica: "Rispetto le opinioni di tutti, così come il lavoro della magistratura. Ma dal punto di vista politico non si può ignorare che di questa vicenda si parla da più di otto anni. C’è stata una proposta delle squadre, ampiamente discussa — e a più riprese — in Consiglio comunale, con un forte impegno dell’aula per migliorare l’accordo, prevedendo maggiori risorse per il quartiere, un bando e un dibattito pubblico. Tutti dobbiamo capire come in futuro rafforzare il ruolo del Comune nel confronto con gli operatori privati, ma non siamo di fronte a una decisione avventata. Si tratta, piuttosto, di una scelta fatta alla luce del sole, sostenuta da un processo politico molto ampio e lungo. Va anche rispettato il fatto che la democrazia all’interno del Comune si è espressa, dando una chiara indicazione: si è deciso che in quella zona, attrezzata negli anni per ospitare uno stadio, dovesse rimanere uno stadio. E gli unici soggetti in grado di riempire una capienza da almeno 70 mila persone una volta a settimana sono Inter e Milan".

Una parte dell’opposizione chiede le dimissioni del sindaco.
"Le inchieste sull’urbanistica ci hanno insegnato che conviene aspettare. È una lezione che i partiti milanesi di centrodestra non hanno imparato: alla prima curva, dopo il referendum, hanno dimenticato il garantismo verso gli indagati solo perché appartenenti al centrosinistra".

Le indagini stanno esaminando diversi aspetti della trattativa con le squadre.
"Nel rispetto delle indagini e delle preoccupazioni di chi vuole preservare il valore simbolico e architettonico di San Siro, osservo che il Comune si è spinto, in termini di coinvolgimento della città, anche oltre quanto previsto dalla legge Stadi. Credo inoltre che esistano anche dei costi del non fare: è giusto effettuare tutti i controlli necessari, ma senza correre il rischio che chiunque agisca venga penalizzato o posto sotto una lente di ingrandimento, mentre il non fare nulla venga considerato buona politica. La strada è invece quella di rafforzare le istituzioni".

Sezione: News / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 22:52
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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