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LA RUBRICA

InterClassifica Show - Accuse, difese e numeri: il greatest hits di Mazzarri

25.05.2014 00:30 di Christian Liotta  articolo letto 5611 volte
InterClassifica Show - Accuse, difese e numeri: il greatest hits di Mazzarri

Una stagione di Inter è appena andata in archivio; una stagione vissuta con un nuovo allenatore, Walter Mazzarri, ma soprattutto un’annata vissuta tra alti e bassi, luci ed ombre, e sempre con lui, il tecnico arrivato dal Napoli, sempre sotto la lente d’ingrandimento, a volte anche nell’occhio del ciclone specie quando i risultati non arrivavano. Mazzarri che si è sempre difeso strenuamente dagli attacchi a volte spropositati, fino alla conferenza stampa di fine stagione dove ha fatto valere le sue ragioni. Ripercorriamo quindi l’annata del tecnico di San Vincenzo attraverso il suo greatest hits:

10 – THE APOLOGIST (R.E.M.)
Una buona fetta di tifosi interisti gliene ha fatto forse il torto più grave, in rete l’ironia è circolata velenosa durante l’anno e quando si è deciso di non ridere si è passati anche ad accuse più pesanti: buona parte di sostenitori non hanno digerito l’attitudine del tecnico nerazzurro di voler cercare troppo spesso degli alibi per quando le cose andavano male, senza mai pensare ad assumersi fino in fondo delle proprie responsabilità. Anche se gli argomenti usati sono apparsi talvolta vacui ed effimeri, in buona sostanza Mazzarri ha sempre e solo cercato di difendere il suo operato, rivendicando la bontà del risultato finale e soprattutto il fatto di operare in un contesto particolare, dettaglio forse non valutato a fondo nella sua reale dimensione, oltre ad aver comunque cavato, a suo dire, il massimo possibile da questa rosa. Opinione legittima, magari non pienamente condivisibile specie guardando certe partite. Di certo, dettata da una situazione che mai si era trovato ad affrontare.
“I'm good, all is good, all's well, no complaints, when I fell regret, I get down on my knees and pray…”

9 – IL CAPITANO (Enrico Ruggeri)
Altro motivo di frizione con la tifoseria è stato il comportamento del tecnico nei confronti di Javier Zanetti, capitano dell’Inter atteso alle ultime recite con la maglia nerazzurra prima dell’addio al calcio. I sostenitori avrebbero voluto vederlo in campo nel derby contro il Milan, e invece solo panchina nella sconfitta contro i rossoneri di Clarence Seedorf; avrebbero voluto vederlo dall’inizio nell’ultimo match a San Siro contro la Lazio, e invece ha dovuto accontentarsi della ripresa. Ma qui, di colpe all’allenatore se ne possono dare relativamente poche: perché vanno bene i sentimentalismi e tutto, però in quei momenti c’era ancora un’Europa in ballo e quindi Mazzarri doveva necessariamente fare affidamento sulla migliore formazione. La passerella contro la Lazio è stata concessa nel momento più congeniale, col giocatore che ha potuto chiudere in campo la sua ultima partita al Meazza, cosa che magari non sarebbe successa se avesse iniziato dal primo minuto.
“E consegno i peccati ad un Dio sconosciuto, che spero non sappia di come ho vissuto, e conosca soltanto il dolore provato nel farmi lasciare…”

8 – NEW LIFE (Depeche Mode)
Uno degli obiettivi centrati da Walter Mazzarri nella sua prima annata all’Inter è stato quello di rivalutare e riconsegnare a nuova vita calcistica alcuni elementi  della rosa che sembravano di scarto o ormai definitivamente ai margini. L’impresa è riuscita in pieno con Jonathan: l’esterno brasiliano, autentico oggetto del mistero nei suoi primi anni nerazzurri, ha disputato una stagione ad alto livello, con una sostanziale continuità di rendimento e alcuni picchi importanti. E ottimo anche il lavoro su Andrea Ranocchia, che a un certo punto della stagione sembrava smarrito e sul punto di lasciare l’Inter salvo poi riprendersi il posto da titolare a suon di prestazioni eccellenti. Per non dire della sorpresa Rolando, ai margini a Napoli e protagonista in nerazzurro. Solo parzialmente riuscito il lavoro con Ricky Alvarez, ottimo in avvio ma poi andato in calo, ma non al punto da pregiudicargli la presenza nell’elenco dei possibili rappresentanti al Mondiale dell’Argentina.
“Transitions to another place, so the time will pass more slowly…”

7 – HARD FEELINGS (Fleetwood Mac)
Se c’è invece un giocatore col quale le cose non sono andate proprio come ci si aspettava, questi è Hugo Armando Campagnaro. Arrivato con i gradi di scudiero di Mazzarri, col quale ha condiviso gli ultimi anni di esperienza calcistica, l’ex Napoli aveva iniziato in maniera ottimale confermandosi elemento di qualità a dispetto degli anni. Poi, però, qualcosa si è rotto: l’infortunio, ma soprattutto la questione Argentina, con la convocazione del ct Alejandro Sabella malgrado l’indisponibilità per il club, hanno lasciato le loro cicatrici a lungo, e da quel momento il rendimento di Campagnaro non è stato più lo stesso. E adesso, questa storia sembra pronta a consumarsi nella maniera più traumatica, con la risoluzione dopo solo un anno.
“Don't you think you're asking too much, what kind of fool do you think I am, don't you think you've hurt me enough, still you want to be friends…”

6 – UNIVERSALLY SPEAKING (Red Hot Chili Peppers)
La sua figura è apparsa nel mondo Inter quasi in concomitanza con quella del nuovo allenatore, anzi a volte è stata vista come quasi ingombrante verso il tecnico, al punto da sentire spesso voci di insoddisfazione verso l’operato del mister, poi puntualmente smentite dal diretto interessato. La vicenda interista di Walter Mazzarri è andata di pari passo con quella di Erick Thohir, presidente della svolta epocale in casa nerazzurra. Thohir che ha ribadito più volte la stima nei confronti di Mazzarri, in maniera più o meno esplicita, e che col tecnico comunque vanta contatti costanti, come avvenuto in occasione della telefonata post-Lazio ricordata dal mister nella conferenza di mercoledì. E pazienza se un po’ di inglese è andato perduto…
“I saw your face, elegant and tired, cut up from the chase, still I so admired…”

5 – PATIENCE (Take That)
Il pomo della discordia per eccellenza, dipinto da alcuni come una vera e propria idiosincrasia dell’allenatore nei confronti del giocatore. La gente non vedeva in campo Mateo Kovacic, uno dei giocatori di maggior talento della rosa interista, e dava adito a strali di qualsiasi tipo, indicando il ragazzo come vittima principale delle ancestrali convinzioni di Mazzarri, tecnico dipinto come uno che non vede di buon occhio i giovani, e dando vita ad un movimento popolare a salvaguardia di un talento che rischiava l’estinzione. Niente di tutto questo, perché il mister, lasciandosi scivolare questa agitazione, ha voluto andare avanti col suo lavoro attento e certosino nei confronti del ragazzo, e i risultati alla fine si sono visti eccome. Il talento non si estingue, semmai si moltiplica rapidamente…
“I really wanna start over again, I know you wanna be my salvation, the one I can always depend…”

4 – NEVER GIVE UP (Robin Thicke)
Ma insomma, Walter Mazzarri ha mai pensato di poter essere accantonato a fine stagione, come qualcuno ha paventato, forse auspicato? La risposta del tecnico è stata eloquente: no. Anzi, lui ha esternato con tutta la sicurezza di questo mondo la propria convinzione di restare alla guida dell’Inter e di pensare già a lavorare per la prossima stagione. Non vuole arrendersi, Mazzarri, uno che non è abituato a lasciare il suo lavoro a metà; e che non sembra nemmeno spaventato dalla prospettiva di vivere un anno sul filo del rasoio essendo il suo ultimo anno di contratto con l’Inter, visto che per lui è una storia già vissuta…
“What am I gonna do how am I gonna get by, I ain't got no answer but I can't stop trying…”

3 – I NUMERI (Jovanotti)
“La matematica non è un’opinione”. Sulla base di questo leit motiv, Mazzarri ha basato la sua arringa nel giorno della conferenza stampa definitiva. Nella quale, spulciando fino a tormentare un povero foglietto, ha sciorinato una serie di cifre a sostegno della qualità del suo lavoro in questo primo anno di Inter. Posizione in classifica, punti ottenuti, possesso palla, persino calci d’angolo: tutto studiato e argomentato in modo analitico. Argomentazioni forse irritanti per chi con i numeri a scuola era poco portato, ma che nella sua visione delle cose bastano per poter dire una cosa: questo primo anno all’Inter, checché se ne dica, è stato un anno positivo.
“La matematica, che mi perseguita, quanto mi dai dimmi quanto mi darai, a che ora arriverai scusa dimmi che ora fai…”

2 – UPRISING (Muse)
Quello che ha reclamato con maggior forza il tecnico nell’ultima uscita di scena è stata l’unità d’intenti con la dirigenza. Il messaggio è chiaro: dopo questa stagione di transizione, adesso diventa necessario lavorare tutti insieme nella stessa direzione. Con l’obiettivo di riportare l’Inter lì dove le compete, nelle posizioni di vertice, dimenticando le fatiche dell’annata andata in archivio e cominciando a progettare una squadra che possa pensare in primo luogo al ritorno in Champions League, l’obiettivo diventato ormai imprescindibile. Insomma, ora è andata come è andata, ma d’ora in avanti si fa sul serio. E si pensa a tornare in alto.
“Their time is coming to an end, we have to unify and watch our flag ascend…”

E alla posizione numero uno, troviamo:

1 – L’ANNO CHE VERRA’ (Lucio Dalla)
Appunto, l’anno che verrà: quello nel quale il lavoro di Walter Mazzarri dovrà essere veramente giudicato; quello dove si vedranno nuovi accorgimenti tattici e nuove soluzioni che in questa stagione non sono mai stati provati davvero fino in fondo. Quello dove finalmente la squadra dovrebbe avere l’impronta del suo allenatore anche sul mercato: le indicazioni, e anche qualche nome suggestivo, sono stati già dati nell’ultimo colloquio con la stampa, adesso però comincia il lavoro vero…
“Senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi, e i cretini di ogni età…”


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