"Mauro Icardi è una pedina del nostro club". Il lapsus nel quale è inciampato ieri Alessandro Antonello è di quelli da evitare nelle ore in cui la notizia del possibile scambio tra il capitano nerazzurro e Gonzalo Higuain sull'asse Inter-Juve sta provocando una insurrezione virtuale senza precedenti in seno alla tifoseria della Beneamata. Lo scivolone linguistico dell'amministratore delegato, sul quale Freud avrebbe potuto scrivere giusto qualche pagina, arriva a otto giorni esatti dalla definizione di Maurito come 'bandiera', significato che certamente alludeva all'auspicio delle parti di continuare il matrimonio ben oltre il termine dell'attuale contratto.

Ora, senza aver la pretesa di comprendere i motivi inconsci dietro il vero impulso dell'ad interista, è chiaro a tutti che la bomba di mercato sganciata ormai tre giorni fa dal Corriere della Sera non abbia lasciato indifferente nessun interlocutore chiamato in causa. Semmai, bisogna stare attenti a non confondere la causa con l'effetto: la notizia è stata montata ad arte per creare qualche turbolenza nell'ambiente oppure la trattativa abbozzata dai bianconeri è reale e di difficile gestione in pubblico per la sua portata gigantesca? Domanda, questa, alla quale è impossibile rispondere con precisione, ma che fa emergere la verosimiglianza dell'ipotetico affare quando si guarda con attenzione alle reazioni degli attori che gravitano attorno alla questione. E' il caso di Tronchetti Provera, vicepresidente e amministratore delegato di Pirelli, main sponsor dell'Inter, che si è trincerato dietro un “Lasciamo che decidano Inter e Juventus”, confermando involontariamente che qualcosa i due club stanno preparando lontano dai riflettori. “Qualunque cosa può essere usata in un negoziato. Non mi pronuncio, posso solo dire che sono due grandi giocatori", ha aggiunto Prover,  confermando il suo apprezzamento per il Pipita.

Da tener ancor più in considerazione, per il ruolo di patron che ha rivestito in passato, la versione di Massimo Moratti che, stuzzicato da FcInternews.it sull'ipotesi di perdere Icardi a fronte del pagamento della clausola da 110 milioni di euro da parte di un club estero, ha aperto alla possibilità di accogliere Higuain ad Appiano: "E' chiaro che davanti alla paura o alla certezza che te lo portino via grazie all'attivazione della clausola, lo scambio con Higuain potrebbe essere un'operazione da tenere in considerazione, senza dubbio. Ma c'è ancora modo di trattare con Icardi, quindi magari si riesce a trattenerlo comunque".

Ecco, prima di bollare come bufala una news pubblicata da dei professionisti, bisognerebbe prima avere rispetto del mestiere altrui e poi vagliare tutte le ipotesi sul tavolo. La terza, oltre a 'Icardi resta' e 'Icardi va alla Juve', che in pochi hanno preso in esame è quella dell'eventuale blitz di un club straniero che complicherebbe non poco le strategie mercantili di Piero Ausilio per il reparto offensivo: l'Inter, senza la ridiscussione dell'accordo con il rosarino e il conseguente aumento o eliminazione della clausola dal contratto, potrebbe ritrovarsi sì con 110 milioni di euro in tasca, ma senza il suo attaccante titolare. In un non precisato momento della sessione estiva, comunque non dopo il 15 luglio. A quel punto, avendo questo tesoretto in mano, su quale centravanti di livello l'Inter dovrebbe puntare con decisione? Allo stato attuale, di numeri 9 del livello o superiori a Icardi avvicinabili con quella cifra non ne esistono. O, meglio, uno ci sarebbe: Gonzalo Gerardo Higuain. Che, pur portando in dote i 50 milioni di conguaglio dal Piemonte, avrebbe un impatto pesante non indifferente sul bilancio, ma lì si tratterebbe di stabilire il prezzo giusto da pagare per avere in rosa un giocatore di quel calibro. Descritto sbadatamente da alcuni come vecchio (è del 1987), fuori forma e ormai finito. Con ogni probabilità, il ciclo alla Juve del Pipita si è effettivamente chiuso, forse non quello con la Serie A: l'ipotesi nerazzurra rimane complicatissima, perché bisogna far coincidere tre volontà, ovvero giocatori, club e... Nyon. In attesa di capire come evolveranno le cose, rimarremo con il dubbio che solo il tempo potrà risolvere: meglio un Higuain oggi o un Icardi domani? Potenza o atto, progetto da far fruttare in casa o la semplificazione del lavoro sfruttando un patrimonio altrui? Tra rispetto del Fair Play Finanzario e titoli in bacheca, tutto sarà più chiaro tra qualche anno. 

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Sezione: Editoriale / Data: Gio 31 Maggio 2018 alle 00:00 / articolo letto 11394 volte
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari