Rodriguez, perché piace tanto e come cambiarebbe le gerarchie degli esterni

 di Mattia Todisco  articolo letto 18735 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Rodriguez, perché piace tanto e come cambiarebbe le gerarchie degli esterni

Ricardo Rodriguez è un obiettivo dell'Inter da tempi non sospetti. Dalla metà della scorsa estate, quando la Rogon (attraverso l'agente Gianluca Di Domenico, che tuttora sta curando la trattativa con i nerazzurri) fece un sondaggio per capire se in Corso Vittorio Emanuele fossero o meno alla ricerca di un esterno. Allora il reparto era già affollato, esattamente come lo è oggi, dato che la società aveva appena chiuso per Ansaldi e aveva già a libro paga D'Ambrosio, Santon, Nagatomo, Dodò (poi finito alla Samp), i giovani Yao e Miangue (prestato al Cagliari a gennaio). In più col Wolfsburg non è facilissimo trattare al ribasso, come è evidente dal precedente di Perisic, e la società aveva già in preventivo di piazzare un paio di colpi di un certo rilievo economico come Joao Mario e Gabigol.

In estate bisognerà lavorare sugli esuberi, ma anche sulle entrate e in questo senso Rodriguez piace molto. Innanzitutto perché ha tecnica, come dimostra l'abilità sui calci piazzati, e il fisico per reggere contro avversari di grossa taglia. La struttura lo ha aiutato, quest'anno, a trasformarsi da laterale a centrale, sia nella difesa a quattro che in quella a tre. Da mesi, ormai, gioca più in mezzo che non sulle fasce, anche per questioni di necessità dei biancoverdi di Germania.

Il suo arrivo cambierà in qualche modo le gerarchie nel settore esterni. In caso di continuità di utilizzo della difesa a quattro a far posto allo svizzero sarebbe Ansaldi, mentre in caso di “vittoria” del 3-4-2-1 a rischiare sarebbe D'Ambrosio, che pure piace molto a Pioli. Il tecnico sembra infatti prediligere i giocatori dal fisico possente più che i piccoli e rapidi alla Nagatomo, schierato da titolare nel 2017 solo con il Pescara, causa la contemporanea assenza di Ansaldi e perché più indicato per affrontare i contropiedisti della squadra abruzzese. Il giocatore giapponese ha dalla sua il fatto di essere un importante vettore per il mercato asiatico, mentre Santon è favorito dall'essere un prodotto del vivaio, utile per la compilazione delle liste. Entrambi, però, sono ben lontani dall'essere in cima alle preferenze del tecnico e in caso di permanenza farebbero molta fatica a riemergere dalle sabbie mobili della panchina.