Riassumendo, da sabato scorso a oggi si è partiti con Inter-Juventus falsata dalla direzione arbitrale di Daniele Orsato e colleghi e si è arrivati, dando un'occhiata ai giornali e ascoltando pareri di opinionisti in tv, a partita normale in cui anche gli ospiti hanno subito dei danni, ma nulla per cui abbia senso sollevare polemiche. Bene ma non benissimo. Parallelamente, in Europa è scandalo arbitrale, Collina cattivo, italiane defraudate, ha ragione Andrea Agnelli a reclamare il Var eccetera eccetera. Il bello è che analizzando gli episodi che hanno danneggiato le nostre squadre in Champions, l'unica che davvero avrebbe fruito della tecnologia sul campo sarebbe stata proprio la Roma, che tra Barcellona e Liverpool qualche danno 'sensibile' lo ha subito. Resta il fatto che, anche con il Var, basta poco per indirizzare le partite nel verso sbagliato. Ignorarlo, per esempio, o forzando il concetto di discrezionalità (ieri sarebbe stata grande Juve con Rugani espulso nel primo tempo?).

Quello che emerge è che l'Inter, pur subendo un metro di valutazione ad hoc nella partita chiave contro la Juventus, in realtà ha perso 1) per la grande voglia di vincere di Higuain & Co.; 2) per gli errori di Luciano Spalletti nelle sostituzioni, visto che nonostante l'inferiorità numerica i nerazzurri all'85' erano ancora in vantaggio. Per fare chiarezza: Spalletti ha sbagliato, lo ha ammesso lui stesso. Con il senno di poi (ma anche quello del durante) togliere Mauro Icardi e inserire Davide Santon non è stata un'idea brillante, al di là dell'impatto negativo avuto dal terzino. Il messaggio alla squadra è stato chiaro: dobbiamo difenderci. Pessimo, se i tuoi giocatori sono talmente in trance agonistica da andare al di là delle loro residue energie. Che, diciamocelo, erano ormai ampiamente finite un po' per tutti.

Ecco, l'errore nella sostituzione operata da Spalletti è stato 'imposto', termine non a caso da lui stesso utilizzato, anche dalla situazione. Giocare oltre 70 minuti in inferiorità numerica ha costretto i calciatori dell'Inter a correre più dell'avversario, a spremersi maggiormente, ad andare oltre i propri limiti. E lo hanno fatto, in modo encomiabile, fino a operare persino un insperato sorpasso nel punteggio. Poi, l'inevitabile tracollo fisico dovuto all'uomo in meno, mentre in una situazione normale Pjanic avrebbe raggiunto Vecino negli spogliatoi in avvio di secondo tempo, impedendo così alla Juventus di assalire con undici effettivi il fortino nerazzurro e costringendola a concedere qualcosa dietro, dove la coppia Barzagli-Rugani era tutto fuorché affidabile.

Da questo macroscopico errore dell'arbitro, che emerge sugli altri, è maturata la sconfitta dell'Inter. Il resto è conseguenza, errori di Spalletti compresi, dell'uso di due pesi e due misure da parte di Orsato. E nonostante la campagna mediatica dei soliti noti finalizzata a preservarlo, l'evidenza è indiscutibile. Se l'Inter non arriverà tra le prime quattro sarà anche per i molti punti lasciati per strada in questo campionato. Ma è contro la Juventus che è arrivata la mazzata forse decisiva, perché prima di scendere in campo i nerazzurri erano ancora a -1 dalla Lazio e in piena corsa per l'obiettivo.

Tutte, poi, hanno un background di punti persi, errori arbitrali pro e contro, periodi di blackout in questa stagione, perciò è inutile voltarsi indietro cercando le cause della propria attuale classifica. È il modo in cui ti presenti di fronte alle partite decisive che alla fine fa la differenza, e contro la Juve l'Inter si è comportata egregiamente, difendendo con i denti il proprio obiettivo ma venendo fustigata da fattori 'esterni'. Però guai a lamentarsi, perché l'arbitro è l'alibi dei perdenti e in Italia si fanno commedie inutili, almeno finché non viene danneggiato chi si riempie la bocca di certe frasi a effetto.

Tra qualche ora, al Friuli di Udine, ci sarà un'altra partita chiave. Inutile ribadire che serviranno i 3 punti per continuare a sperare nello spareggio dell'Olimpico, auspicando che le altre facciano il proprio dovere fino in fondo. La credibilità di questo torneo è stata macchiata proprio all'ultima curva, un finale spettacolare e riconciliante con questo sport cancellato da una singola direzione arbitrale. E se in Italia ci si volta e si fa finta di nulla, e se ti lamenti vieni tacciato di vittimismo insensato ed esasperato, all'estero hanno gli occhi per vedere e la lingua abbastanza libera per commentare. Fatto sta che quanto accaduto una settimana fa al Meazza rischia di avere ripercussioni anche sul futuro prossimo dell'Inter. Non serve la sfera di cristallo per capire la differenza, dal punto di vista finanziario e di prestigio, tra disputare la Champions e l'Europa League. Insomma, se c'era davvero la volontà di colpire com'è apparso evidente, siamo di fronte a uno strike: scudetto all' Juve, status quo preservato, Inter fuori dalla UCL e ridimensionamento dietro l'angolo.

All'Inter non resta che sperare, superare gli ostacoli di formazione, dare ancora il 100% come contro la Juventus per strappare anche oggi gli applausi convinti dei propri tifosi, mai come oggi orgogliosi di tifare per i colori giusti. Poi andrà come deve andare, o come altri hanno voluto che andasse. 

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Sezione: Editoriale / Data: Dom 6 Maggio 2018 alle 00:00 / articolo letto 9880 volte
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc