Come sta l'Inter dopo la brutta sconfitta col Bruges? E quanto peserà l'assenza di Lautaro Martinez da qui alla sosta? Cristian Chivu si presenta in conferenza stampa, alla Pinetina, per rispondere a queste domande e non solo, alla vigilia della sfida di campionato contro il Bologna. Le parole del tecnico romeno: 

Come sta la squadra?
"E' un'altra competizione rispetto alla Champions, giochiamo dopo quattro giorni. La squadra ha avuto due giorni per recuperare, oggi abbiamo fatto un buon allenamento tutti insieme. Abbiamo il problema di Lautaro, che abbiamo scoperto post-gara. Starà fuori". 

Com'è l'umore della squadra?
"Noi accettiamo le nostre responsabilità. Negli ultimi 30 minuti con il Bruges qualcosa non ha funzionato, ma non dobbiamo perdere di vista le cose buone fatte in un'ora di gioco fino al 2-1. Abbiamo creato tanto, entrando nel secondo tempo col piglio giusto, creando due grandi chance. Poi è crollato il castello dopo il secondo gol. Dobbiamo analizzare due gare in una. Dobbiamo reagire e trovare energie il prima possibile perché non dobbiamo piangerci addosso ma reagire".

Che switch dovete fare per tornare solidi in difesa?
"Deve partire da me, sono io il primo responsabile. Dobbiamo trovare il pensiero comune prendendoci tutte le responsabilità. Il gruppo è composto da giocatori meravigliosi, dobbiamo solo trovare unità, dobbiamo riconnetterci ai momenti della partita senza farci abbattere dalle avversità". 

Il ko col Bruges vi fa sorgere qualche dubbio?
"Non dobbiamo fare drammi, anche se fa male viste le aspettative alte. Potevamo vincere, e lo dico con rispetto dell'avversario. Sono stati organizzati, ci hanno messo in difficoltà quando dal punto di vista mentale siamo calati. Abbiamo perso le certezze e fatto confusione. Abbiamo reagito di pancia e di orgoglio anziché mantenere quell'organizzazione che avevamo preparato. Ci sta perché anche noi siamo consapevoli della nostra forza. La prendiamo come un episodio, non bisogna fare drammi anche se questo ko crea tanto rumore". 

E' il momento di un cambio di direzione netto?
"Noi manteniamo certi principi. Dobbiamo avere un pensiero comune, riconnetterci. Dobbiamo crescere e maturare nella fase difensiva. tutti gli undici giocatori devono essere sulla stessa lunghezza d'onda".

Il minutaggio con l'Argentina può aver inciso sull'infortunio di Lautaro?
"Io non sono un medico, mi è stato detto che i tempi sono quelli: si parla del suo rientro dopo la sosta". 

Senza Lautaro, crescono le responsabilità degli altri tre attaccanti. Come sta Bonny?
"Mi ha impressionato in questo avvio di stagione, e lo ha dimostrato sempre quando è entrato. Abbiamo un grande attaccante a disposizione, sappiamo quanto vale. Sa che arriverà il suo momento per giocare dall'inizio, intanto noi siamo stracontenti di quello che fa per la squadra nei finali di gara. Siamo molto contenti di ciò che sta facendo". 

Hai detto che in Champions non vai da nessuna parte, se giochi piano.
"Mi prendo la responsabilità dell'organizzazione della squadra, devo dare più certezze. In campo posso controllare poco, posso essere più incisivo nel dire come fare le cose. Non posso stravolgere troppo, dobbiamo trovare le motivazioni giuste. Vanno migliorati i dettagli, non è tutto da buttare quello che abbiamo fatto martedì. Con le distanze giuste, abbiamo costretto l'avversario a regalarci la palla. Il problema è quando abbiamo sbagliato a fare le pressioni, la responsabilità è mia sotto questo punto di vista. Dall'altra parte devo tenermi l'entusiasmo e la voglia di andare avanti per recuperare palla. Sarebbe più semplice togliere il pressing. Dobbiamo migliorare l'unità e anche la comunicazione di ciò che si fa in campo. Nel calcio, in generale, se si va piano non si va lontano". 

Ha ragione chi pensa che debba continuare a giocare Pepo in porta?
"Provedel ha la mia considerazione, la mia stima, lo reputo un portiere che ci darà una mano importante".

Mancherà la leadership di Lautaro.
"Noi non dobbiamo chiedere gli straordinari agli altri, ma fare quello che abbiamo sempre fatto con e senza Lautaro. Ognuno deve mostrare leadership e migliorare le nostre ambizioni". 

Quando hai incontrato Palladino sono venute fuori sempre gare bloccate.
"Lui è lì da un mese, ha cambiato moduo, ha dato un'identità alla squadra nella verticalità e nell'intensità, una caratteristica che già c'era con Italiano. E' una squadra organizzata, che ha corsa e gamba. Se non vinci i duelli, puoi andare in difficoltà". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 14:47
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.