"Bisogna sempre lasciarsi alle spalle i risultati negativi e guardare avanti. Specialmente quando si è stati all’altezza dell’avversario". Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Mauro Icardi mette da parte la delusione per il ko con la Roma e guarda già alla sfida del Sant'Elia. "Credo fortemente nel terzo posto, ci crediamo tutti, l’obiettivo è sempre quello. Abbiamo il dovere di provarci fino in fondo, io sono molto fiducioso", dice Maurito.

Cosa vi manca per poterle strappare uno scudetto? La svolta sembra sempre a un passo e poi non arriva mai…
"Dobbiamo acquisire una mentalità vincente. Non possiamo mostrarla solo in alcune partite, è la continuità ad alto livello la dote che fa la differenza".

Per acquisire questa consapevolezza ci vuole un allenatore di provata esperienza internazionale? Prima si parlava insistentemente di Simeone, ora si fa il nome di Conte.
"Non dobbiamo deconcentrarci o riempirci la testa di situazioni non reali, anche se sono aspetti che fanno parte del calcio. Il nostro allenatore è Pioli e dobbiamo fare il massimo per aiutarlo, come lui ha fatto col nostro gruppo. Ha tirato fuori il meglio di noi, ha cambiato tutto e abbiamo già fatto un salto di qualità notevole, da quando è arrivato a oggi".

Lei segna un gol ogni 38 tocchi del pallone, con la Roma ne sono bastati 32, ma non sempre pare coinvolto nella costruzione del gioco.
"Quelle sono le mie caratteristiche. Ci sono tanti modi di aiutare una squadra e il mio è fare gol. Non mi sembra poco. Sento sempre dire che sono fuori dagli schemi, che dovrei partecipare di più alle manovre d’attacco della squadra, ma mi sono un po’ stancato di questi discorsi. Se andate a controllare i miei assist, io in questa stagione ne ho contati già 8 (per la Gazzetta sono 4, ndr). Il mio contributo lo do anche con passaggi vincenti".

Si vede capitano dell’Inter a vita, come è accaduto a Zanetti?
"È un grande onore essere accostato a un pezzo di storia come Javier. Perché è argentino, certo, ma anche perché ha mostrato il suo attaccamento all’Inter restandoci fino a fine carriera. Ha unito i fatti alle parole, arrivando in cima all’Europa. Io ho un contratto fino al 2021, quando starà per finire vedremo, ridiscuteremo. Accade sempre così. Ma io voglio restare qui".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 02 marzo 2017 alle 08:15 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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