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visti da voi

Lettere alla dirigenza dell’Inter e a Zhang

COMO, ITALY - JULY 10: Nerazzurri fans greet the FC Internazionale Milano at the club's training ground Suning Training Center at Appiano Gentile on July 10, 2021 in Como, Italy. (Photo by Mattia Ozbot/Inter via Getty Images)

Per la rubrica Visti da Voi

Redazione FcInterNews.it

Al Presidente Steven Zhang

A Giuseppe Marotta

A Massimo Moratti

A Piero Ausilio

A Javier Zanetti

A chiunque abbia un ruolo decisionale, a chiunque abbia a cuore l’Inter

I soldi fanno gola,

Questa pandemia ha colpito tutti. Anche il mondo del calcio, un mondo che, diciamocelo, la crisi non l’ha mai conosciuta.

L’anima di un Club sono i tifosi. Siamo noi a comprare i biglietti per lo stadio, siamo noi a comprare i gadget, siamo noi a pagare le PayTv. Siamo noi a seguirvi ovunque, a soffrire per voi, a sperare, a fidarci.

Vi abbiamo sempre dato fiducia, vi abbiamo sempre difesi, compresi, appoggiati.

Dopo essere saliti sul trono d’Europa e del mondo nell’ormai lontano 2010, avremmo dovuto aprire un ciclo inarrestabile. Invece non siamo stati in grado di avviare una restaurazione seria che potesse farci competere in Europa e renderci protagonisti ancora, per anni, del calcio che conta.

Noi tifosi siamo abituati agli addii dei nostri idoli, abbiamo superato l’addio di Ronaldo, di Ibrahimovic, di Mourinho e mille altri ancora…

Il problema non è infatti dire addio ad un beniamino, il problema è legato agli obiettivi, alle ambizioni…

Quando nell’estate del 2009 la Proprietà nerazzurra decise di cedere alle lusinghe del Barcellona ad Ibrahimovic, costruì comunque un’armata, facendoci dunque capire che le ambizioni fossero alte. Ed i fatti, poi, lo dimostrarono.

Qualche tempo dopo, poi, invece, vendemmo Sneijder ed al loro posto arrivarono Schelotto e Kuzmanovic.

Questa politica di ridimensionamento ci portò per anni fuori dalla Uefa Champions League,

mentre in Italia siamo stati sovrastati dalla Juventus, una squadra che, dopo la Serie B, ha impiegato meno tempo a ricostruire rispetto a noi, che eravamo campioni d’Europa e del mondo.

Undici lunghi anni di sofferenza.

Undici anni di speranze,

Undici anni di sogni infranti.

Finalmente nel 2021 torniamo a vincere uno scudetto,

finalmente troviamo un allenatore che riesce ad inculcare la mentalità vincente,

finalmente noi tifosi torniamo a sentirci orgogliosi dell’Inter e voi che fate? Neanche ci date il tempo di festeggiare e ci venite a parlare di ridimensionamento?

Abbiamo accettato l’addio di Conte, pur sapendo che questo fosse andato via perché erano venute meno le garanzie che tutti noi ci aspettavamo;

Abbiamo accettato la cessione di Hakimi, comprendendo la situazione finanziaria non del tutto rosea;

Abbiamo accettato tutto.

Ma anche Lukaku no.

Questo non lo accettiamo.

Noi tifosi ci sentiamo traditi da una società che non ci ascolta e che non mantiene le promesse.

Ci sentiamo traditi da una società che non ci rispecchia.

L’Inter non è fatta per lottare per il quarto posto.

L’Inter è una squadra grande, con una storia grande, con un DNA vincente e che ha l’obbligo storico e morale di lottare fino alla fine nelle massime competizioni.

Per l’Inter non è importante partecipare, per l’Inter è OBBLIGATORIO vincere.

Noi tifosi siamo sempre stati pronti a sostenervi economicamente attraverso l’azionariato popolare, voi però il nostro aiuto a quanto pare non lo volete. Per cui non veniteci a dire che è un problema economico, perché è evidente che non sia così.

Noi facciamo sacrifici a trovare sempre più iscritti ai nostri Inter Club,

sacrifichiamo i nostri portafogli per seguirvi ed essere presenti sempre.

E noi di certo non abbiamo i vostri conti in banca,

ma amiamo così tanto l’Inter che spesso la preferiamo ad un piatto caldo o a qualche giorno in più di ferie con la famiglia.

Davvero questo per voi vale così poco?

Davvero per voi valiamo così poco?

Ora, mettetevi una mano sul cuore e sulla coscienza e ripensateci.

Sedetevi a tavolino e riflettete sul futuro dell’Inter, per il bene dell’Inter.

Dateci una squadra seria, competitiva, forte.

Dateci ancora la possibilità di sognare,

fateci sentire che siamo ancora un tutt’uno: una grande famiglia. E che noi tifosi, per voi, contiamo ancora qualcosa.

Sappiate che qualsiasi decisione che vada in senso contrario alle nostre volontà non vi verrà perdonata.

Ricordatevi, lo ripeto e lo sottolineo, che l’anima di un club sono i tifosi.

Senza di noi rimarrete soli,

senza di noi non avete più un’anima.

Saluti e Forza Inter,

Massimo

 

Caro Steven,

Le notizie degli ultimi giorni sono riuscite imperterrite a farmi smarrire l’entusiasmo che dovrebbe caratterizzare l’anno che si gioca da campioni d’Italia in carica, quell’anno che si gioca con lo stendardo sul petto a segnare il trionfo prima indiscusso e adesso svanito come pensavo non potesse svanire un traguardo tanto sofferto e poi infine conquistato. Non sarò qui a ringraziarla come si ringraziano i grandi presidenti che costruiscono le grandi squadre, lei non è un grande presidente ne tantomeno un grande uomo, le sue vittorie risultano insignificanti e misere perchè senza scopo, in tante stagioni senza titoli non ho mai abbandonato la nave e sono sempre naufragato con essa, ma come per il naufrago è inaccettabile il rifiuto del soccorso da parte di una nave passeggera per me è inaccettabile la sua condotta meschina e irrispettosa. Non pensavo di abbandonare la nave ritornando in porto con il vessillo della conquista issato sull’albero maestro, infine ho compreso che lei è come la peste che costringe i galeoni alla quarantena forzata e al fuoco distruttore, lei non rispetta la dignità dei vinti e con lei non affronterò mai la vergogna della sconfitta inevitabile, lei non merita alcun sacrificio, lei non merita di condurre il timone della flotta degli invincibili. Nel tempo che dovrebbe essere felice e che invece è triste ho avuto la conferma che nonostante i soldi che avrà sempre più di me lei non è altro che un mendicante smarrito e avido, corrotto. C’era un sogno che era la grande Inter, un sogno ora svanito e assopito al mattino, appena sussurrato alle orecchie di chi vuole ascoltare. Non c’è più alcun onore da difendere pertanto non ha più senso combattere, la mia spada e la mia penna non combatteranno più per lei, generale codardo e arrogante. Non biasimo i soldati che ci hanno abbandonato, non esiste più alcun ideale, niente rimane da difendere, anzi chiedo a tutti i gloriosi giocatori che hanno vestito con onore la maglia della mia amata di lasciarla da vincitori, in modo che questa parentesi di felicità passeggera e illusoria possa riecheggiare nel tempo come un barlume di luminescenza in mezzo alla cieca oscurità che caratterizzerà il nostro futuro.

Si ricordi di Whitman, che lei non conosce come non conosce nient’altro se non il Dio denaro che venera come i maiali venerano il fattore benevolo che gli concede il nutrimento, io non combatterò con lei ne per lei. Allora infine esultate pure, beatevi delle vostre conquiste, illudetevi dei vostri sogni di gloria, mentre io con funebre passo percorro il ponte dove giace il mio capitano, caduto, gelido, morto.

Il mio disprezzo,

Filippo

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