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TS – Tra coraggio ed errori, Inter macchina da guerra. Con la Dea gara da ottovolante

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25:  Nicolo Barella of FC Internazionale in action during the Serie A match between FC Internazionale and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Emozioni agli antipodi in alternanza, risultato che interrompe il filotto positivo casalingo ma con l'Atalanta che match da fuochi d'artificio

Egle Patané

"Una partita pazzesca, una sequenza di emozioni vietatissime ai malati di cuore" il match andato in scena ieri a San Siro tra Inter e Atalanta, gara durante la quale succede di tutto con ciliegina sulla torta nel finale. Le squadre sono sul 2-2, è il 41’, quando Federico Dimarco, dopo mezz'ora di perfezione, si porta sul dischetto a calciare un rigore che però finisce sulla traversa e poi fuori. Viene subito in mente un evergreen - scrive Tuttosport "non è da questi particolari che si giudica un giocatore… Perché in effetti, altruismo, coraggio e fantasia, Dimarco ne ha e ne avrà ancora da vendere".

Ma non solo il penalty sbagliato, non è ancora finita e "sul ribaltamento di fronte, ecco Handanovic che ne combina un paio delle sue": rischia molto per evitare un angolo prima di non riuscire a fermare il tiro di Piccoli poi annullato dal Var. Un ottovolante di emozioni e di eventi che ci porta a commentare "uno stop, per quanto parziale, dell’Inter, dopo 18 vittorie consecutive in campionato a San Siro" che conferma però il trend di gare da 'fuochi d’artificio' con la squadra di Gasp: 47 gol in 11 scontri diretti, "in una sfida che ha visto anche il record stagionale di tiri. Ben 40 in totale, 21 a 19 per l’Atalanta".

Insomma l’Inter sa essere una "macchina da guerra capace di travolgere tutto ciò che capita a tiro" come sottolinea il quotidiano torinese che sottolinea la bellezza del gol di Lautaro e la serie di azioni pericolose alternate a qualche errore costato però il risultato. Inceppatasi per un po' dopo l'1-2 bergamasco, quando è riuscita a tirare fuori la testa dalla tana, l'Inter di Inzaghi è tornata ad essere "la squadra che non lascia nemmeno respirare gli avversari, che morde le caviglie e che manda in gol l’altro suo bomber".

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