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TS – Suning si affida a Citic e l’Inter rinegozia il debito obbligazionario

TS – Suning si affida a Citic e l’Inter rinegozia il debito obbligazionario

Citic, una delle banche più grandi controllate dal governo di Pechino: aumenteranno i controlli del governo. Oaktree potrebbe avere un ruolo sempre più rilevante

Egle Patané

Ancora una disamina, quella di oggi di Tuttosport, sul 'maxi-passivo di bilancio della stagione 2020-21" di 246 milioni. Il quotidiano piemontese tra le colonne dell'edizione odierna spiega le cause del 'grande rosso' di casa Inter originato soprattutto dalla necessità di "svalutare le enormi sponsorizzazioni garantite da agenzie cinesi nelle annate precedenti", operazione contabile che ha determinato "l’esplosione del 'rosso' di fronte a una flessione dei ricavi di appena 8 milioni". Il gruppo Suning, esposto per 2,6 miliardi di dollari nei confronti di Evergrande, è stato costretto ad affidarsi a Citic per rientrare dal debito. Una mossa che salverebbe senza dubbio il gruppo di Nanchino, che però deve comunque fare i conti con "una delle banche più grandi controllate dal governo di Pechino", cavillo che non farà altro che inasprire il controllo statale "sulle aziende della famiglia Zhang".

Intanto l’Inter sta "rinegoziando il suo debito obbligazionario che arriverà a 400 milioni. Un’impresa più facile rispetto a quella della sua proprietà in Cina, perché il club nerazzurro, tramite il suo veicolo commerciale Inter Media Communication, ha ricavi certi grazie a diritti tv, sponsor e incassi da stadio". Una situazione però non facile da gestire e sostenere secondo TS che precisa: "non sono escluse evoluzioni proprietarie al termine di questa stagione" e dopo i contatti con il fondo Pif tramontate, potrebbe avere un ruolo sempre più rilevante Oaktree Capital.

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