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TS – Dzeko, il cigno di San Siro imprescindibile al netto del chiaroscuro

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25: Edin Dzeko of FC Internazionale is challenged by Remo Freuler of Atalanta BC during the Serie A match between FC Internazionale and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Tante occasioni divorate ma il 2-2 che vale un dato degno di Diego Milito

Egle Patané

Gara in chiaroscuro quella di ieri inscenata da Edin Dzeko. Il Cigno di Sarajevo, salvifico per l'Inter con la rete del 2-2, ha alternato fasi di partita eccellenti, come i primi venti minuti di match in cui la squadra di Inzaghi girava benissimo anche grazie alla regia del bosniaco, a momenti di opacità e lucidità rivedibile che hanno portato allo spreco di almeno due "ghiotte occasioni per segnare e, magari, tramortire l'Atalanta". Un saliscendi di prestanza che gli ha fruttato qualche fischio del Meazza, mai comprensivo e al contrario sempre pretenzioso, poi addolcito dallo stesso bosniaco con il quinto gol nelle prime sei giornate di campionato. Dato che "nel XXI secolo ha avuto in nerazzurro solo un certo Diego Milito". 

Alti e bassi che però conferiscono al 35enne "la corazza giusta per sfidare San Siro e gli avversari", ma il paragone con l'ex numero nove, il belga oggi non più neroblu ma solo blue(s), è d'obbligo. Dopo la sbracciata di Demiral, Lukaku "avrebbe preso il pallone per trasformare il tiro dagli undici metri, mentre l'ex giallorosso non è nell'elenco dei rigoristi di Inzaghi che ha indicato infatti in Dimarco il designato a calciare, ed è andata come è andata". Una nota 'di scuro' che non ne macchia l'imprescindibilità per questa squadra, "tant'è vero che il tecnico, se può, non lo toglie mai dal campo e c'è da scommettere che anche martedì, a Kiev, sarà al centro dell'attacco contro lo Shakthar". 

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