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Tardelli: “Inter avanti a livello di gioco, non di equilibrio. Dzeko uomo chiave”

ROME, ITALY - JUNE 17:  The Italian former player 'Azzurri Legends' Marco Tardelli attends a interview during 'Casa Azzurri' at pratibus district on June 17, 2021 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

L'ex centrocampista: "Il Derby d'Italia una sfida già molto importante per le ambizioni delle squadre, ma è più decisiva per la Juve"

Stefano Bertocchi

"È una sfida già molto importante per le ambizioni delle squadre, ma è più decisiva per la Juve, sono i numeri a dirlo. Mentalmente sarebbe dura ripartire e pensare allo scudetto con un divario così importante. E davanti corrono". Lo dice Marco Tardelli, intervistato da La Gazzetta dello Sport in vista di Inter-Juventus.

L’Inter di Inzaghi è spettacolare, crea e segna tanto. Però poi dietro concede molto.

"L’Inter è più avanti a livello di gioco ma un tantino più dietro come equilibrio di squadra. Inzaghi è un ottimo allenatore, lo aveva abbondantemente dimostrato alla Lazio, per diversi anni. Simone sta costruendo la squadra secondo il suo credo: sono andati via giocatori molto importanti in un momento particolare per l’Inter e chi li ha sostituiti al momento regge, ma sicuri che reggeranno fino alla fine? Intanto in campo cerca sempre di proporre gioco, così rischia di più e prende più gol. Ma oggi ha qualcosina in più rispetto alla Juve".

E allora parliamo della partita e… giochiamola. Lei è al posto di Allegri, come pensa di vincere?

"Tengo la difesa che ho e punto tutto sulle ripartenze di Chiesa: Federico è quello che meglio di tutti sa penetrare e mettere in pericolo le difese, i tre dietro dell’Inter sono forti fisicamente ma possono soffrire nell’uno contro uno in velocità e nella rapidità nello stretto. Ripartire velocemente è l’arma della Juve: Cuadrado, Morata e Bernardeschi sanno fare male in campo aperto, ma l’uomo determinante non può che essere Chiesa. Se lui sta bene può creare grossissimi problemi a questa Inter. In fondo non credo che la Juve tenterà molto di scoprirsi. Allegri ha capito che si vince in tante maniere e non solo col possesso palla, ma lui umilmente ha capito che questa Juve ha bisogno di giocare così per riscalare la classifica".

E se fosse al posto di Inzaghi?

"Beh, come già detto, di sicuro avrei paura di Chiesa e della ritrovata solidità difensiva bianconera. Probabilmente l’ideale sarebbe abbassarsi un po’ con il baricentro, provare a lasciare che sia la Juve a tratti a fare la partita e poi sorprenderla. Questa potrebbe essere una chiave decisiva, ma non so se oggi l’Inter è in grado di cambiare totalmente pelle. E poi se pure Inzaghi comincia a tirarsi troppo indietro... finisce 0-0".

Prima parlava dell’impatto dei nuovi: Dzeko è rinato ma Calhanoglu ancora non è convincente.

"Ma in realtà anche Hakan ha fatto vedere delle buone cose, manca di continuità. Dzeko invece è tornato sui livelli di quando è arrivato in Italia, sembra rinvigorito e ringiovanito. Io credo che sia stato molto positivo il cambiamento d’aria, c’erano ormai troppe polemiche a Roma pure perché poteva andare via prima. Ecco, il trasferimento gli è servito molto per ritrovarsi. A Roma, forse, non si sentiva più a casa".

Quindi per vincere il derby d’Italia lei punterebbe su Dzeko.

"Edin è da sempre un centravanti-rifinitore, un punto di riferimento per i compagni, straordinario nel modo in cui viene a prendere la palla indietro e fa girare tutta la squadra. Dovessi cercare una chiave per sorprende la Juve, sì, sfrutterei la sua qualità".

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