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Seedorf: “All’Inter manca l’istinto killer. Tonali o Barella? Dico la mia”

LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 24:  Former Dutch footballer, Clarence Seedorf arrives on the Green Carpet ahead of The Best FIFA Football Awards at Royal Festival Hall on September 24, 2018 in London, England.  (Photo by Dan Istitene/Getty Images)

L'ex centrocampista olandese affronta i temi del derby nell'intervista concessa alla Gazzetta dello Sport

Alessandro Cavasinni

Interpellato dalla Gazzetta dello Sport, il doppio ex Clarence Seedorf parla del derby di stasera tra Inter e Milan.

Clarence, il derby ha favoriti?

"In questa Serie A vedo equilibrio, le grandi squadre sono vicine più che mai. Il Milan impone il suo gioco e difende 15-20 metri più su. E’ un atteggiamento che dovrebbe adottare anche in Europa. All’Inter manca l’istinto killer, deve imparare a chiudere più in fretta le partite. Sette punti di distacco sono tanti, ma chi insegue ha sempre una motivazione in più per accorciare le distanze dalla vetta".

Per lo scudetto il Milan ha già un vantaggio decisivo?

"No, ma deve assolutamente ambire al titolo. Dalla sua ha anche storia, tradizione, una maglia pesante per chi l’affronta, San Siro. Sono insieme da anni, è il momento per puntare allo scudetto e competere in Champions, dove deve provarci fino alla fine".

L’Inter ha cambiato: fuori Conte, dentro Inzaghi. Potrà rientrare nella corsa scudetto?

"Ha tempo per farlo. Mi fa piacere vedere Dzeko a questo livello, si è integrato perfettamente e ha cancellato le preoccupazioni del post Lukaku. Deve competere per il primo posto, ha tanti giocatori forti e già affermati, in questo senso anche più del Milan. Per questo li vorrei più decisi nel far male all’avversario, troppe volte li vedo gestire un solo gol di vantaggio. Inzaghi è bravo e la sua Lazio costruiva tantissime occasioni da gol, potrà farlo anche l’Inter. Ma come ha dimostrato a Roma, gli serve tempo per trasmettere le sue idee. Qui ha giocatori ancora più forti. Lui dovrà solo saper reggere le pressioni: là era a casa sua, Milano è un’altra cosa, è fuori dalla sua zona di confort".

Tonali o Barella?

"Più avanti il secondo al momento. E’ maturo, per diventare un giocatore di prima fascia a livello internazionale deve solo fare un ultimo passo: approcciare tutte le partite da protagonista, da leader riconosciuto. Quando avrà anche questa continuità sarà completo. Tonali vada avanti così, con questa ambizione: è nell’età in cui i più forti iniziano a fare la differenza. Se lo farà già ora, a 21 anni, potrà ambire a diventare un top".

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