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Sconcerti: “Inter-Atalanta, erotismo tecnico senza censure. Dimarco? Non si fa”

FLORENCE, ITALY - JUNE 08: Mario Sconcerti during the presentation of the book on Ferruccio Valcareggi at Centro Tecnico Federale di Coverciano on June 8, 2018 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il giornalista: "Gli scontri diretti vanno vinti perché sono gli unici che fanno differenza"

Mattia Zangari

"Le prime tre sono le uniche a non aver mai perso. Questo dice che il campionato si sta decidendo negli scontri diretti, le altre partite sono di contorno, imperdibili. Se succede, è la fine. Questo ha tecnicamente eliminato dalla prima parte della corsa non solo la Juve, ma anche Atalanta e Roma. Il campionato ridotto a quelle squadre è molto bello". Lo fa notare Mario Sconcerti, nel suo consueto editoriale del lunedì mattina per il Corriere della Sera.

"Inter-Atalanta è stata una partita antica, di un erotismo tecnico senza censure, ma anche di puro narcisismo. Non si fa battere il rigore a un debuttante. Né si cambia tutto l’attacco mentre si sta gestendo la partita (Gasperini)", spiega il giornalista parlando del big match di San Siro. Uno di quelli che 'spostano' gli equilibri in ottica scudetto: "Gli scontri diretti vanno vinti perché sono gli unici che fanno differenza - evidenzia -. Contro le altre quindici squadre si vince di default, anche soffrendo come il Milan a La Spezia o la Juve con la Samp. È nella partita tra favoriti che si fanno le differenze. È un calcio in questo lineare, ma confuso nel resto. L’Inter per esempio, ottimo prototipo di grande squadra, ha segnato tanto da avere una proiezione a fine campionato di 126 gol, un’enormità. Ma prende sempre gol, qui la proiezione è oltre i 44. Cifre poco possibili".

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