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Sconcerti: “Inter-Atalanta avvincente e antica ma che sgarbo alla classifica”

MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25:  Nicolo Barella of FC Internazionale in action during the Serie A match between FC Internazionale and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2021 in Milan, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

L'analisi di Sconcerti sulle pagine del Corriere della Sera, dove tra un tasto dolente e l'altro non può esimersi dall'elogiare Nicolò Barella

Egle Patané

Nell'analisi di Mario Sconcerti sulle pagine del Corriere della Sera di oggi, il collega mette da parte idealismo e grandi giri di parole, affidando piuttosto la sua disamina alla concretezza di una realtà di classifica che oggi vede primeggiare il Milan di Pioli in una classifica che attende le sorti del Napoli di Spalletti. "Personalmente vedevo meglio l'Inter" - si legge - ma le tante ingenuità commesse contro l'Atalanta, in una gara avvincente e antica - come l'ha definita -, hanno messo in luce le vulnerabilità delle due squadre al punto da far concludere la riflessione con un elogio al Milan dei giovani, fragile ma equilibrato. Se i rossoneri di Pioli sono stati trascinati da uno storico Daniel Maldini, l’Inter ha lasciato per strada i primi punti al primo scontro diretto, un dato che dà "indicazione certa della stagione: nessuno è formidabile".  

"Gasperini ha rovesciato l’Atalanta mettendo fuori a mezzora dalla fine l’intero suo attacco, Zapata, Malinovskyi, Pessina. Inzaghi, in forte difficoltà, ha indovinato il modo di ribaltare la partita con i suoi cambi. Ma questo non significa superiorità, solo bravura del tecnico in un momento. Le partite diventano bellissime quando gli errori rendono alterno il risultato. E se "Gasperini avrebbe meritato di perdere per i cambi che ha fatto nel suo momento migliore. L’Inter poteva far tirare il rigore a uno dei suoi tanti giocatori con più esperienza, per esempio Dzeko". Uno spettacolo bellissimo che può però essere assaporato soltanto chi guarda, ma non dalla classifica che oggi perde un po' di senso senza però lasciare spazio alle domande. Non è questo "l'anno per cercare il senso della vita" ma ogni partita è buona per trovare l'essenza di questa Inter, quasi sempre rintracciabile in Barella, unica vera grande nota di merito della gara "di dimensioni ormai non definibili" come si legge nell'unico vero elogio al singolo, con l'aggiunta di una postilla sulle due punte Dzeko e Lautaro, autori di un "calcio offensivo da manuale nell’impostazione degli arti e nella precisione".

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