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Sacchi: “Italia cotta e un po’ presuntuosa. Serve un esame di coscienza”

Sacchi: “Italia cotta e un po’ presuntuosa. Serve un esame di coscienza”

L'analisi dell'ex c.t. azzurro dopo lo 0-0 di Belfast che rimanda Mancini e i suoi ai playoff di marzo

Alessandro Cavasinni

Puntuale l'intervento sulla Gazzetta dello Sport di Arrigo Sacchi che commenta il pari azzurro a Belfast, uno 0-0 che rimanda gli uomini di Mancini ai plyoff di marzo. "Condannati ai playoff. La sentenza è dura da digerire - scrive l'ex c.t. azzurro -. Durissima soprattutto se si pensa che l’Italia è campione d’Europa in carica e l’impresa l’ha compiuta quattro mesi fa, mica è passato un secolo. Ma adesso la notte di Wembley è lontana quanto l’estate, e la nostalgia è un’emozione che non ci si può permettere in questo autunno freddo e malinconico".

Che cosa è successo dopo la vittoria dell’Europeo?

"L’Italia è arrivata al traguardo finale cotta e forse con un po’ di presunzione figlia del successo estivo. Questa è una lezione importante che dobbiamo studiare e analizzare per risalire e ritornare a essere una vera squadra".

Come si può gestire adesso la situazione?

"L’importante è non giocare allo “scaricabarile”, disciplina nella quale gli italiani sono bravissimi. Qui c’è da fare un profondo esame di coscienza, chiedersi tutti che cosa si è dato e che si poteva dare. Senza drammi, senza polemiche e, soprattutto, con molta calma e altrettanta pazienza. Ora abbiamo qualche mese davanti a noi per preparare le due sfide decisive, possiamo arrivarci in forma".

Lo spareggio sarà durissimo, anche perché gli avversari sono tutt’altro che abbordabili.

"La qualificazione ce la dobbiamo guadagnare tornando a fare il calcio che abbiamo dimostrato di poter fare. Noi diamo il massimo quando abbiamo la paura a bussarci alla porta, siamo fatti così: vale per il calcio e vale per la vita di tutti i giorni. Con le spalle al muro sappiamo reagire ai problemi".

Finire agli spareggi sminuisce il successo di Wembley?

"Subito sì, è fuori di dubbio. La delusione prende il sopravvento, è normale. Ma alla lunga ci si ricorderà di quello che questi ragazzi hanno fatto all’Europeo in mezzo a mille difficoltà. E, lo ripeto ancora una volta, se ci sono riusciti allora a stupire tutti, ci possono riuscire ancora. L’importante è che tornino a essere una squadra".

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