FC Inter News
I migliori video scelti dal nostro canale

rassegna

Sacchi: “Inzaghi è bravo. Senza Lukaku adesso è il gioco a produrre i gol”

Sacchi: “Inzaghi è bravo. Senza Lukaku adesso è il gioco a produrre i gol”

L'ex tecnico parla a La Gazzetta dello Sport inquadrando la lotta al vertice della Serie A 2021/22

Stefano Bertocchi

Arrigo Sacchi è protagonista di una lunga intervista tra le pagine de La Gazzetta dello Sport in cui offre un parallelo tra i suoi tempi e l'attualità racchiuso nello scontro per il titolo tra Nord e Sud: "Bello, avevo trent’anni di meno... A parte gli scherzi, l’ambiente era simile a quello di oggi perché in Italia non si muove mai nulla. Noi italiani abbiamo il rifiuto del rinnovamento. Diciamo che c’erano due squadre fortissime, il Napoli e l’Inter, che seguivano il solco della tradizione italiana, e poi c’era il mio Milan che percorreva un’altra strada".

I suoi avversari in panchina erano Ottavio Bianchi e Giovanni Trapattoni.

"Grandissimi tattici, bravissimi a bloccare il nemico e a ripartire. Io la pensavo in modo diverso, però. Vedete, loro avevano un passato e in quel passato avevano vinto tanto: logico che continuassero a proseguire su quel percorso. Io, invece, che non avevo passato, poteva avere soltanto un futuro e dunque lavorai per costruire qualcosa di nuovo. Ma Bianchi e il Trap sono stati allenatori fantastici".

E fantastiche erano quelle squadre, vero?

"Il livello tecnico era molto alto in tutto il campionato. Faccio qualche esempio. Il Napoli aveva Maradona e Careca, il Milan aveva Gullit e Van Basten, l’Inter aveva Diaz e Serena e poi Serena e Klinsmann, la Fiorentina aveva Roberto Baggio, nella Sampdoria c’erano Vialli e Mancini. Insomma, tanti campioni che impreziosivano la scena".

Oggi la qualità è inferiore?

"Se prendiamo il Napoli di Spalletti, il Milan di Pioli e l’Inter di Simone Inzaghi, devo ammettere che ci sono ottimi interpreti e discrete concezioni di gioco. Ma si deve fare di più, si deve avere più coraggio perché soltanto con il coraggio si possono ottenere grandi risultati internazionali. E l’Italia di Mancini sta lì a dimostrare questa teoria".

L’Inter di Simone Inzaghi viaggia forte nonostante siano andati via Lukaku e Hakimi.

"Inzaghi è bravo, ha mantenuto l’ossatura della passata stagione, non ha cambiato modulo. È partito un attaccante formidabile come Lukaku, ma i gol l’Inter li segna lo stesso. E ciò significa che è il gioco a produrre i gol, prima ancora dei giocatori. Dai nerazzurri mi aspetto più coraggio. Non vorrei vederli sempre in superiorità numerica in fase difensiva e in inferiorità numerica quando attaccano. È un retaggio della tradizione italiana, ma se vogliamo progredire dobbiamo rischiare qualcosa di più, avere la sfrontatezza di accettare l’uno-contro-uno come accade in Europa".

Finirà come negli anni Ottanta: Napoli, Milan e Inter a giocarsi lo scudetto?

"Non sono un mago, però queste tre stanno andando forte, mentre la Juve ha ancora problemi da risolvere. È possibile che sia una lotta a tre. E mi farebbe piacere perché mi riporterebbe indietro nel tempo quando noi del Milan battevamo il giocatore più forte del mondo, dimostrando che una squadra valeva più di un singolo anche se quel singolo si chiamava Maradona".

tutte le notizie di