Spicca il 7 ad Antonio Candreva nelle pagelle stilate dal Corriere dello Sport dopo Lazio-Inter. L'ex della partita è il migliore dei nerazzurri, mezzo voto sopra l'autore del gol Young, di Lukaku e di Eriksen, entrato nel quarto d'ora finale.

Padelli 6 Con una deviazione prodigiosa toglie a Immobile un gol fantastico. Resta coinvolto nel pasticcio del rigore. Sulla rete di Milinkovic non ha colpe: la palla sbuca d’improvviso da un cespuglio di polpacci.
Godin 5,5 Non dà più la stessa sicurezza di un tempo, anche se là dietro è uno dei meno incerti. Dopo un’ora, scambia la posizione con Skriniar e su quel lato Immobile lo infila passando fra lui e De Vrij: i due vengono salvati da Padelli. Sanchez (41’ st) sv Si chiama mossa della disperazione. Entra in gioco una sola volta.
De Vrij 5 Al primo tocco di pallone capisce cosa lo aspetta: 90’ di fischi dei suoi ex tifosi. E’ il segnale di una beffa imminente. Quei fischi gli ricordano il famoso fallo da rigore su Icardi, che costò la Champions alla Lazio quando aveva già firmato per l’Inter. Stavolta il fallo da rigore lo commette da interista sul capitano della Lazio.
Skriniar 5,5 Sbaglia l’intervento nell’azione che porta al rigore di Immobile, svirgola sulla palla anziché spazzarla via e mette in crisi Padelli, Godin e De Vrij.
Candreva 7 E’ il trascinatore dell’Inter. Dopo un quarto d’ora trascorso a fare il terzino per la spinta di Jony, recupera metri e inizia a creare una serie di pericoli sulla sua fascia. Il gol nasce dal suo ennesimo inserimento, concluso con il tiro respinto da Strakosha e ricacciato in rete da Young. Un’ala crea, l’altra segna. Moses (31’ st) 5,5 Rispetto a Candreva, non aggiunge niente, anzi, toglie dinamismo e cross.
Vecino 6 Ogni volta che l’Inter parte in contropiede, lui c’è. E’ presente, insieme ad altri 6 suoi compagni (Candreva, Brozovic, Young, Barella, Lautaro e Lukaku: dite voi se queste ripartenze non sono preparate...) nel ribaltone che porta al gol.
Brozovic 6 Lo guarda Caicedo, ma non con lo stesso accanimento di Lautaro su Leiva. Il croato ha lo spazio e il tempo per costruire la manovra dell’Inter, fa ripartire più di una volta il contropiede. Eriksen (32’ st) 6,5 Se il calcio non è solo tattica e non è sola corsa, vederlo in campo appena un quarto d’ora è un errore. Ci vuole anche e soprattutto tecnica e il danese, come dimostra nei suoi 15’, è l’interista che ne possiede nettamente le dosi maggiori.
Barella 5,5 Sostiene il rilancio dell’azione, ma lo schieramento delle due squadre gli mette di fronte Milinkovic, un uragano che l’ex cagliaritano non riesce a arginare.
Young 6,5 Primo gol italiano, a conclusione di un contropiede (la lama più affilata di Conte) iniziato da lui stesso. Poi crea altre situazioni pericolose. Lautaro Martinez 5 Sembra Eto’o nell’anno del triplete, quando Mourinho lo convinse a fare il difensore. All’argentino Conte chiede di marcare Leiva e il compito viene svolto con ottimi risultati. Solo che in questo modo manca il suo appoggio offensivo a Lukaku. Dopo un’ora, stufo del lavoro da mediano, entra in azione col suo talento offensivo e mette sul sinistro di Lukaku una palla-gol. In ogni caso fa poco, molto poco.
R. Lukaku 6,5 Anche da solo, fa sentire la statura, i muscoli e la corsa. Prima del gol, l’Inter ha una sola occasione per segnare, col sinistro potente del suo centravanti. 

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Sezione: Rassegna / Data: Lun 17 Febbraio 2020 alle 08:45
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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