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Malgioglio: “Alla mia morte porterò con me la lettera del Trap quando lasciai l’Inter”

Malgioglio: “Alla mia morte porterò con me la lettera del Trap quando lasciai l’Inter”

L'ex nerazzurro, che sarà premiato con l’Ordine al Merito, torna sul suo rapporto con il Trap ai tempi dell'Inter

Egle Patané

"Quando me l’hanno comunicato sono rimasto sbigottivo, frastornato. Non me l’aspettavo. Ho così tanto dalla vita, questa è una cosa in più, che voglio condividere con tutti i ragazzi che hanno intrapreso con me questo tipo di percorso". Astutillo Malgioglio, ex dell'Inter dei Record, commenta così la notizia che lo riguarda e che lo vedrà protagonista il prossimo 29 novembre al Quirinale, dove verrà premiato con l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Per l'occasione è stato raggiunto dai colleghi di Tuttosport ai quali ha raccontato il difficile periodo romano, "ormai lasciato alle spalle" e di quando Trapattoni che l'ex nerazzurro definisce, "un grande allenatore e una persona dai grandi valori", che lo chiamò all’Inter. "Tirò fuori il meglio a livello sportivo e umano dai calciatori nerazzurri. Pensare che io, che non ero nessuno, fossi per lui indispensabile, mi rende orgoglioso, Quando lasciai l’Inter (per un’ultima stagione all’Atalanta prima dell’addio al calcio giocato, ndr), mi scrisse delle parole molto toccanti. Quando morirò, nella mia bara ci sarà la sua lettera" ha detto Astutillo.

Jurgen Klinsmann dopo una visita alla sua associazione, iniziò a vedere il mondo secondo una nuova prospettiva:

"Quel giorno gli ha cambiato la vita, ha avuto dei contatti con delle famiglie di un certo tipo, capendo che non ci sono solo il calcio e il benessere. Gli è rimasto dentro qualcosa. Mi diede 70 milioni di lire, ma io non ne avevo bisogno. Se ho 1, do 1. Se ho 100, non do 99. Aiutare gli altri è un qualcosa che viene da dentro".

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