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Malagò: “Giusto che lo sport e il calcio abbiano dei ristori. Sono fiducioso”

Malagò: “Giusto che lo sport e il calcio abbiano dei ristori. Sono fiducioso”

"Fiducioso che, sulla linea tracciata, si adegui e si precisi un protocollo adatto alle esigenze dello sport italiano" ha aggiunto il numero uno del Coni

Egle Patané

Sport ancora piegato al Covid, tornato a spaventare e bloccare il mondo del calcio e dello sport in generale. A parlarne è Giovanni Malagò, numero uno del Coni, raggiunto dal Corriere della Sera.

Sono state tracciate linee guida per gli sport di squadra rispetto al virus: il numero magico fissato è 35 per cento del gruppo atleti.

"Ho subito ritenuto iniquo il primo protocollo abbozzato dalla Lega calcio. Sono fiducioso che, sulla linea tracciata da ministeri, Regioni, Sport e federmedici si adegui e si precisi un protocollo adatto alle esigenze dello sport italiano".

La Lega serie A, piegata sulle gambe dal Covid, chiede aiuti economici al governo: il suo impegno in questo senso?

"È giusto che il mondo dello sport, calcio in primis, ma anche le altre discipline, debbano poter contare su ristori importanti dopo le perdite che hanno subito e continuano a subire. È altrettanto chiaro che le interlocuzioni col governo devono essere serie e attendibili sulla base di elementi oggettivi. Mi impegnerò per arrivare in tempi brevi a una soluzione che tenga presente quanto il comparto sportivo versa nella casse dello stato e, in prospettiva, quanto lo Stato rischierebbe di perdere se molte realtà sportive dovessero sparire a causa dei mancati ristori".

Che momento vive lo sport italiano?

"Nel 2021 ha conquistato 283 podi tra Olimpiade, Mondiali ed Europei. Siamo secondi nel mondo, dietro gli Usa, davanti a Cina, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna e Russia. Come definirlo? Un miracolo sportivo, dietro il quale ci sono talento, organizzazione, competenza, responsabilità, passione. Una sola riflessione: lo sport italiano merita maggiore considerazione".

Scusi, ma il Coni, stretto tra governo, sottosegretario Vezzali, Sport e Salute, Dipartimento dello sport, è centrale nella gestione dello sport?

"Premessa: il governo Draghi ha sempre mostrato attenzione verso il Coni. Lo sport ha la sua autonomia, sancita dalla legge, sono stati capiti i rischi a livello internazionale: il Coni è centrale, ma è necessaria una maggiore consultazione di chi gestisce lo sport, di chi ne ha la responsabilità e lo guida".

 

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