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La Repubblica – Suning, il club va ceduto. Sul campo la variabile è Inzaghi

MILAN, ITALY - MAY 12:  Steven Zhang attends the Serie A match between FC Internazionale  and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on May 12, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors.  (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Dzeko con Lautaro, c'è un precedente incoraggiante con un giocatore molto simile al "Toro"

Redazione FcInterNews

In questi giorni La Repubblica sta analizzando a una a una le sette maggiori candidate all'alta classifica in Serie A. Oggi è la volta dell'Inter, definita "un rompicapo tecnico" per i dirigenti dopo quanto accaduto con Hakimi e Lukaku. "Marotta e Ausilio avrebbero potuto dimettersi, rimarcando la loro distanza dalla proprietà e lasciando a nuovi manager il compito di smantellare la squadra per ridurre il debito: ma se oggi parliamo “solo” di ridimensionamento, o meglio di rompicapo tecnico per ripartire con una squadra il meno indebolita possibile, è perché la dirigenza italiana ha accettato il sudoku legato ai guai di Suning - secondo il quotidiano - La strada maestra resta la cessione del club, ma questo è un tema riservato alla proprietà cinese".

Intanto c'è il campo, la squadra da ridisegnare. C'è un gruzzolo reinvestito solo in piccola parte per Dumfries, perché per il resto Calhanoglu e Dzeko sono arrivati a zero. L'olandese ha piedi peggiori ma stacco superiore rispetto al marocchino. Calhanoglu dovrà fare il Luis Alberto della Lazio. A sinistra Dimarco prende il posto di Young, ma il titolare sarà probabilmente Perisic.

E qui si arriva alla madre di tutte le sostituzioni, quella di Lukaku. Scrive Repubblica che Dzeko non può essere il cambio di Lukaku ma è incoraggiante la sottolineatura che guarda al passato: se Lautaro è simile a Aguero, come qualcuno afferma, farà piacere ai tifosi sapere che il "Kun" ha realizzato 78 gol con il bosniaco a fianco, che ne aveva aggiunti 48 (parliamo di cifre nell'arco di quattro stagioni). Bisognerà però capire chi altro arriverà.

L'anno scorso scavò il solco Conte, quest'anno non c'è più Pirlo e c'è Allegri. Inzaghi è l'incognita dell'equazione. Partirà da una difesa che è stata la migliore degli ultimi due campionati e dalla crescita di campioni ancora giovani come Barella e Bastoni.

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