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Kjaer: “Non sono un eroe, con Eriksen ho agito d’istinto e fatto ciò che dovevo fare”

LONDON, ENGLAND - JULY 07: Simon Kjaer of Denmark applauds the fans following defeat in the UEFA Euro 2020 Championship Semi-final match between England and Denmark at Wembley Stadium on July 07, 2021 in London, England. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

Il milanista torna a parlare di quell'ormai lontano 12 giugno, "immagini che spero abbiano sensibilizzato" dice al Corriere della Sera

Egle Patané

Dopo il dramma sfiorato in quel 12 giugno e i sorrisi e la serenità riassestati, Simon Kjaer resta tutt'ora e probabilmente lo resterà a lungo nell'immagine collettiva l'eroe che ha salvato la vita a Christian Eriksen. Un appellativo che però non piace particolarmente al danese rossonero che al Corriere della Sera specifica: "Non sono un eroe. Ho fatto solo quello che dovevo fare, senza pensarci, come avrebbe fatto chiunque altro".

Due mesi dopo, che ricordo resta di quel giorno?

"Prima la festa, poi il silenzio. Era un giorno storico per tutti noi danesi, la prima partita dell’Europeo, in casa nostra. Poi è successo quello che è successo. Ho avuto la prontezza di restare lucido, come tutti i miei compagni. È stato un lavoro di squadra, avremmo fatto ovviamente lo stesso se fosse stato un avversario. Tutto qua. L’unica cosa che conta è che Christian ora stia bene. Solo quello è importante".

Di lei ha impressionato il sangue freddo.

"L’ho fatto senza riflettere. L’istinto mi guidava e ho fatto quello che dovevo, automaticamente. Era la prima volta che mi succedeva, spero sia anche l’ultima".

Non crede che tutti i giocatori, e forse non solo, dovrebbero imparare le tecniche di rianimazione?

"Certamente. Spero che quell’immagine abbia sensibilizzato sul tema. I medici sono stati bravissimi, sono intervenuti subito, ma di sicuro sapere cosa fare in certi momenti è fondamentale. Può salvare una vita".

Dopo il brillantissimo secondo posto, l’obiettivo ora è lo scudetto? O è troppo presto?

"Una squadra come il Milan ha il dovere di puntare al massimo. Solo così si cresce. Io non ho mai vinto un campionato e mi piacerebbe riuscirci col Milan. Sarebbe un sogno. Ma ci sono anche gli altri. La concorrenza è forte. Davanti a tutti vedo Inter e Juve".

L’Italia campione d’Europa l’ha sorpresa?

"Ho fatto il tifo per voi. Una vittoria meritata che darà visibilità alla serie A, che non è più il campionato difensivo di un tempo. E la Nazionale l’ha dimostrato".

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