rassegna

Giaccherini: “Così Conte ci convinse di poter battere il Belgio. Mi rivedo in Barella, Lukaku fenomeno”

LYON, FRANCE - JUNE 13:  Emanuele Giaccherini (C) of Italy scores his team's first goal past Thibaut Courtois of Belgium during the UEFA EURO 2016 Group E match between Belgium and Italy at Stade des Lumieres on June 13, 2016 in Lyon, France.  (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Giaccherini ricorda il successo sul Belgio nel 2016

Alessandro Cavasinni

Emanuele Giaccherini, 5 anni fa, segnò il gol che spianò la strada al successo degli Azzurri sul Belgio nella prima gara di Euro 2016. Oggi ne parla alla Gazzetta dello Sport in vista dei quarti di Euro 2020.

Giak, quel giorno fu davvero 'Giaccherinho'.

"Devo tutto a mister Conte. Con l’Italia mi sentivo un vero supereroe. Ci davano tutti per spacciati, invece lui ci convinse a smentire tutti dicendo che i più forti eravamo noi. E così fu. Spero adesso in un altro 2-0".

Chi è il Giaccherini dell’Italia?

"Barella. Lui è più fisico, io più dribblomane".

E il Belgio come si batte?

"Concentrazione, raddoppi, cura dei dettagli, marcature. Sono preoccupati anche loro. L’Italia è forte, difende bene, In avanti c’è Chiesa che è un talento. In mezzo ce la giochiamo con tutti. Il fenomeno è Lukaku. Nel 2016 non era quello di oggi".

Rivede il gruppo di Conte?

"Beh sì, è un’Italia da “Grande Bellezza” che si vuole bene e soffre insieme. Chiellini, Bonucci e De Rossi mi hanno detto che sono uniti come lo eravamo noi. Daniele, a fine Europeo, ci svelò che nonostante il Mondiale vinto la sua esperienza più bella sarebbe rimasta Euro 2016…".

Più forte l’Italia del Mancio o la vostra?

"Tecnicamente questa. Noi conoscevano i nostri limiti, ma avevamo fame, cuore e correvamo più di tutti. Una squadra “operaia”".

tutte le notizie di