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GdS – Quarantena soft e soglia di positività: nuovo protocollo. E per le coppe?

GdS – Quarantena soft e soglia di positività: nuovo protocollo. E per le coppe?

Domani riunione dei club per rimodulare il documento: l'obiettivo è quello di ridurre la discrezionalità della ASL e terminare i campionati

Alessandro Cavasinni

Un nuovo protocollo a brevissimo sarà stilato dal mondo del calcio italiano per ridurre la discrezionalità della ASL e consentire ai campionati - in particolare alla Serie A - di arrivare al termine. Come riferisce la Gazzetta dello Sport, nel documento prodotto ieri dopo la conferenza Stato-Regioni, viene approvata la "quarantena soft": i calciatori che sono stati in contatto stretto di positivi possono continuare ad allenarsi e a giocare le partite. Non solo. Viene fissata una nuova asticella: al raggiungimento di una soglia di positività fra i calciatori/atleti del gruppo squadra (35%?), la partita sarà rinviata. Ci si avvicina al modello-Premier League anche considerando che nel computo totale dei giocatori non saranno più calcolati i ragazzi della Primavera. "I club si riuniranno domani a questo punto con la necessità di rimodulare il protocollo della Lega - spiega la Gazzetta -. C’è un’altra linea guida che dovrebbe limitare la discrezionalità da parte delle Asl. Una chiave interpretativa stringente per l’altra quarantena, quella «morbida», inserita nell’ultima circolare del ministero della Salute, quella del 30 dicembre 2021. Se per la singola positività vale la quarantena soft, nell’eventualità di più casi entrano in ballo le nuove norme. Chi è protetto da una dose vaccinale negli ultimi 120 giorni, non verrebbe fermato, dovrebbe però «autosorvegliarsi». Chi invece ha avuto l’ultima somministrazione da più di 120 giorni, va in quarantena soft (quindi può giocare le partite) per tre giorni e non in isolamento per 5 giorni (come previsto per tutti i cittadini)".

Resta aperto il tema del greenpass e del super greenpass. Cosa può o non può fare un calciatore non vaccinato? I professionisti dalla A alla C non rientrano nelle categorie con obbligo vaccinale: "Un professionista non vaccinato, sempre con i tamponi da effettuare entro 72 (molecolare) o 48 (antigenico) ore prima dell’evento, può giocare - conferma la rosea -. Su questo non c’è dubbio. E può frequentare la palestra dello stadio dove ci si riscalda o lo spogliatoio dove ci si cambia? La risposta è affermativa anche se più complicata. Palestre e spogliatoi sono due luoghi dove c’è l’obbligo di super greenpass (quindi o sei vaccinato o sei guarito dal Covid negli ultimi 120 giorni). Ma questi due ambienti sono da considerare nell’area della prestazione lavorativa, e quindi accessibili con il semplice greenpass base". Niente alberghi né trasporti pubblici però. "Tutta da scrivere, invece, la normativa per le squadre o gli sportivi che arrivano dall’estero per partecipare a un evento internazionale - puntualizza la rosea -. Ci sarà una deroga o no? Alla domanda non c’è stata ancora una risposta governativa. L’epilogo dovrebbe essere scontato, altrimenti - tanto per fare un esempio - si rischierebbe di giocare le sfide delle coppe europee in campo neutro. Tuttavia, fino a quali avvenimenti si fermerebbe l’eventuale deroga? Per ora la vicenda non si è sbloccata".

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