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GdS – Milanesi lanciate. Inter solida e rinforzata da un patto silenzioso

COMO, ITALY - SEPTEMBER 14: Head Coach Simone Inzaghi of FC Internazionale gesture during the FC Internazionale training session at the club's training ground Suning Training Center at Appiano Gentile on September 14, 2021 in Como, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

La Gazzetta dello Sport spiega l'oro della rinascita di Inter e Milan, sempre più in lotta per lo scudetto

Alessandro Cavasinni

La Gazzetta dello Sport analizza in dieci punti il confronto al vertice tra Inter e Milan. Si parte dalla solidità dei nerazzurri: "L’Inter ha perso una sola partita delle ultime 26 di campionato. Con la Juventus, a scudetto già vinto (3-2)". I rossoneri, invece, vengono visti più avanti per quanto riguarda l'identità tattica, anche perché Pioli è sulla panchina ormai da tempo mentre Inzaghi è appena arrivato e ha dovuto far fronte a partenze importanti. Entrambi, in ogni caso, appaino in pieno controllo del gruppo. Ampio risalto alla difesa dell'Inter, descritto come un vero e proprio bunker: "In queste prime quattro giornate il bunker Skriniar-De Vrij-Bastoni è quello che ha concesso meno tiri in porta: 10". Gioventù in mezzo da una parte e dall'altra con Barella e Tonali protagonisti. Poi c'è spazio per la fantasia: più in casa Milan, che attende il vero Ibrahimovic, un po' meno tra i nerazzurri che si affidano più alla forza che al dribbling.

"Se la fantasia creativa è rossonera, il gol per ora è tutto nerazzurro - si legge -. L’Inter, miglior attacco (15 gol), ha quasi doppiato il Milan (8). La percentuale realizzativa nerazzurra (25,9%) è di gran lunga la più alta: seconda la Lazio ( 17,7%). Dzeko e Lautaro, 3 gol a testa, si sono sposati bene. Correa e Sanchez, che hanno caratteristiche diverse, consentono a Inzaghi un ricco ventaglio di opzioni".

Si nota un baricentro più alto nell'Inter di Inzaghi rispetto a quella di Conte. E occhio al fattore empatia nato ad Appiano Gentile: "Nell’ora dell’addio di Conte, Lukaku e Hakimi, un patto silenzioso ha cementato lo spogliatoio: «Dimostriamo che l’Inter siamo noi, che possiamo vincere anche da soli». I problemi della proprietà cinese hanno ulteriormente rinsaldato il gruppo. Le squadre milanesi inseguono lo scudetto con l’orgoglio fiero dei sopravvissuti". In tutto ciò, restano ancora ampi margini di crescita a partire dai singoli, ed è il caso di Dzeko, Dumfries e Calhanoglu.

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