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GdS – L’Inter campione può implodere. Conte forse aveva visto lontano

COMO, ITALY - JANUARY 08:  Romelu Lukaku of FC Internazionale and head coach FC Internazionale Antonio Conte pose for a photo at Appiano Gentile on January 8, 2021 in Como, Italy.  (Photo by Claudio Villa - Inter/Inter via Getty Images)

Il commento della Gazzetta dello Sport all'eventuale cessione di Lukaku al Chelsea

Alessandro Cavasinni

"Certo che è dura resistere a un’offerta da oltre cento milioni. Soprattutto se di quei cento e passa milioni hai un bisogno disperato per far quadrare conti che non tornano più. Lungi da noi un commento nazional-populista: niente favole, nel pallone di oggi la componente tecnico-tattica e quella finanziaria sono sempre più connesse, quasi inscindibili, e se l’Inter non incassa questo botto di soldi dovrà trovare una soluzione alternativa altrettanto shock. Ma un minimo di comprensione concediamolo al vecchio e sempre legittimo aforisma secondo cui “la passione non calcola mai il prezzo”. Insomma, spiegatelo ai tifosi che è il momento di perdere (anche) Lukaku, l’idolo, il simbolo, la pietra sulla quale Conte ha fondato la sua chiesa dello scudetto". Lo scrive oggi la Gazzetta dello Sport che dedica ampio spazio a una riflessione sull'eventuale cessione del belga, che appare sempre più probabile.

"D’accordo austerity, fair play finanziario (interessante capire come Psg e Abramovich possano permettersi di spendere così tanto), effetto Covid, crisi cinese e infinite altre cause: resta l’impressione che l’Inter campione possa implodere. Cosa resterà di questi due anni? Di solito dopo uno scudetto si investe. Come minimo uno scudetto si “difende”. Qui sembra tutto il contrario".

E allora, secondo la rosea, si capisce ancora di più l'ostinazione di Conte e quell'addio repentino. "Cucito il meritatissimo titolo sulla maglia, è stato il primo a sfilarsi dal progetto che lui stesso aveva messo in piedi. Forse aveva visto lontano. Ora si può sacrificare un pezzo grosso (Hakimi) sull'altare del bilancio. Ci si può illudere che lo sostituisca Nandez, mezzala sempre sotto standard quando giocava in fascia nel Cagliari. Si può sperare in un miracolo per Eriksen e che Calhanoglu non tradisca. Si possono respingere le pretese di Lautaro che, in tempi da Grande Depressione, sanno tanto di capriccio. Ma Lukaku no. Lukaku è l’Inter, è il giocatore più decisivo del torneo, l’uomo chiamato reparto offensivo. E ora? Se la decisione è presa non saranno questi timori a spostare trame decise a Pechino. I tifosi possono almeno sperare che i milioni (spendibili) dell'eventuale business siano puntati subito su nomi top, cominciando da Vlahovic. Ma senza Lukaku è tutta la Serie A che sarà più povera, non soltanto l'Inter".

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