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GdS – La Juve sbaglia, le milanesi no: rimonta e sorpasso. Inter forte e bella

MILAN, ITALY - JANUARY 09: Milan Skriniar of FC Internazione celebrates a second goal with his team mates during the Serie A match between FC Internazionale v SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on January 09, 2022 in Milan, Italy. (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Il racconto della Gazzetta dello Sport sul sorpasso di Inter e Milan ai danni della Juve: cosa è accaduto dal 2019 a oggi?

Alessandro Cavasinni

Oggi la Gazzetta dello Sport sottolinea quanto terreno Inter e Milan hanno saputo recuperare alla Juve dal 26 maggio, giorno dell'ultimo scudetto bianconero con Allegri, a oggi. In quel campionato, i bianconeri accumularono un vantaggio di 21 punti sui nerazzurri e 22 sui rossoneri. Oggi il mondo si è capovolto: da quel 26 maggio a oggi, la Juve ha perso 32 punti in classifica dai nerazzurri e dai rossoneri. Com’è stato possibile in meno di tre anni? La Gazzetta evidenzia gli errori strategici dalle parti di Torino e, al contrario, grandi meriti a Milano.

Sull'Inter. "Antonio Conte ha fatto come faceva Hinault che mandava in fuga il gregario Bernaudeau, lo raggiungeva e vincevano insieme. L’a.d. Beppe Marotta arriva all’Inter nel dicembre 2018, Conte nel luglio 2019 - si legge -. Due ex juventini, pluridecorati. Portano disciplina rigorosa, come dimostra l’epurazione di Icardi e Nainggolan, e spirito vincente, oltre che giocatori fondanti: Lukaku e Barella su tutti. Insomma, pongono basi solide per costruire un futuro importante. Spalletti, che aveva riportato l’Inter in Champions, ha lasciato un’ottima eredità tecnica, ha insegnato a palleggiare. Conte aggiunge furore agonistico, ordine tattico e tanta protezione ad Handanovic. L’Inter chiude con la miglior difesa, a un solo punto da Sarri. In un anno ha recuperato 20 punti alla Juve: agghiacciante. Ha fatto crescere stelline come Barella e Bastoni e ha riportato l’Inter a respirare l’aria di una finale europea. L’Inter la perde, ma intasca altra autostima. Ormai è pronta per vincere. Non meno decisivo Marotta che ricuce lo strappo del tecnico con i cinesi e riempie il vuoto quando gli Zhang evaporano, oltre a portare altre pedine chiave, come Eriksen e Hakimi. Dopo 9 anni, due ex juventini, Conte e Marotta, ribaltano il trono della Signora. L’Inter della Lu-La conquista lo scudetto di forza. E, nel momento in cui sembra necessario un ridimensionamento che mette in fuga Conte, con la cessione di Lukaku e Hakimi, la società nerazzurra compie il capolavoro: acquista Dzeko e Dumfries, sceglie felicemente Simone Inzaghi che riesce a inserire Calhanoglu senza le difficoltà trovate da Conte con Eriksen, migliorando ulteriormente la qualità del gioco e rendendo l’Inter più coraggiosa, più forte e più bella. E ancora prima in classifica".

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