Giuseppe Sala non ha affatto gradito la tempistica nelle uscite di Scaroni e Antonello circa la demolizione di San Siro e la costruzione di un nuovo stadio per Inter e Milan. Non l'ha gradita perché arrivata proprio nel giorno dell'assegnazione dell'Olimpiade a Milano e Cortina. E la replica del sindaco non si è fatta attendere. "C’è scritto che San Siro ospiterà la cerimonia di apertura, dunque fino ad allora non si può abbattere. Fine della storia", ha detto ieri.

Insomma, una falsa partenza per quello che dovrà per forza di cose essere un progetto in sinergia tra club e Comune. "Apparentemente, l’inizio non è dei migliori - sottolinea la Gazzetta dello Sport -. Milan e Inter annunciano di voler correre, il sindaco Sala ribadisce che tra sette anni il vecchio San Siro sarà ancora vivo e vegeto. Poiché la questione se la cerimonia di apertura dei Giochi si faccia nello stadio attuale o in uno nuovo, di dimensioni simili, tirato su a pochi metri appassiona poco il Cio, è abbastanza evidente che la vicenda sia tutta milanese, e segni l’inizio di una lunga trattativa, che oggi si annuncia non senza asperità. Il Comune detiene l’area dello stadio e, di conseguenza, è l’unico che può autorizzarne la demolizione, per realizzarne uno nuovo, di cui resterebbe proprietario, ma concedendone la gestione esclusiva: elementi che consentono al sindaco di tenere il coltello dalla parte del manico. Milan e Inter, però, possono sempre agitare lo spauracchio di un nuovo stadio in tutta altra area, magari anche in altro comune, ad esempio Sesto San Giovanni. Impressioni? Tra poco una prima bozza arriverà sul tavolo di Sala, ma conviene a tutti sforzarsi di trovare un’intesa, magari sulla base di un rapporto equilibrato tra cubature concesse ai privati e opere pubbliche realizzate per la collettività. Con buon senso e spirito di collaborazione, si può fare tutto. Milano-Cortina insegna".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 25 Giugno 2019 alle 10:20 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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