L'assenza di gerarchie definite, alla lunga, ha penalizzato sia Mauro Icardi che Lautaro Martinez. Questo quanto sottolinea oggi la Gazzetta dello Sport, che evidenzia lo scarso rendimento dei due attaccanti argentini. "Un anno fa Mauro è stato il capocannoniere della Serie A con 29 gol, ora è a 11 - si legge -. I mesi di braccio di ferro con la società dopo la fascia tolta pesano, però sia prima sia dopo la burrasca le giornate anonime sono state tante, forse troppe. Icardi in A ha segnato in 8 partite, rimanendo a secco in altre 20: all’andata ha fatto 9 gol, con una media di una rete ogni 145 minuti; nel ritorno è a 2 gol, entrambi su rigore, e la media è passata a una rete ogni 444 minuti. Poche gioie e poche occasioni: oggi Icardi sembra quasi non avere fame, smarrito nella sua solitudine sottoporta". Male anche il Toro: "Arrivato all’ultimo chilometro di una stagione con saliscendi continui. In A il numero 10 ha segnato 6 gol, equamente distribuiti tra andata e ritorno. Però nelle prime 19 giornate ha giocato 443 minuti mentre nelle 18 successive quasi il doppio (874). Lautaro nel 2019 ha segnato solo fuori casa, anche se l’ultimo gol è il rigore nel derby di metà marzo, in un San Siro colorato di rossonero. Sembrava l’apoteosi del Toro, che nelle settimane senza l’amico Icardi si era guadagnato i gradi di titolare. Abbandonati i panni dell’alter ego a singhiozzo di Mauro, il numero 10 è stato ricacciato indietro dall’infortunio muscolare con l’Argentina e dal successivo ritorno dell’ex capitano. Spalletti da lì in poi ha alternato i due amici nella squadra titolare ma i gol per la Champions non sono arrivati: così il tango di Lautaro e Mauro è diventato sempre più triste".

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Sezione: Rassegna / Data: Mar 21 Maggio 2019 alle 08:58 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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