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GdS – I token nella Serie A: il punto. Cottarelli: “Segno dei tempi”

GdS – I token nella Serie A: il punto. Cottarelli: “Segno dei tempi”

L'analisi della Gazzetta dello Sport sul nuovo fenomeno socio-finanziario che è diventato attuale anche in Italia

Alessandro Cavasinni

La Gazzetta dello Sport oggi prova ad affrontare il fenomeno delle criptovalute che ormai sono entrate nella Serie A. I casi più lampanti sono quelli di Roma, Inter e Milan con Socios.com, DigitalBits e BitMEX. Come spiega la rosea, i tifosi comprando i gettoni (token) si legano in modo nuovo ai club e i club scoprono una nuova fonte di finanziamento al di là della sponsorizzazione (20 milioni a stagione per i nerazzurri).

"L’Inter è l’ultimo club di Serie A che entra nel mercato dei gettoni dei tifosi. Anche Juve, Milan e Roma hanno i loro token, che ieri valevano rispettivamente 8,80, 7,90 e 6,11 euro - si legge -. Mentre all’estero i club che sfruttano il boom delle criptovalute sono tantissimi (dal Psg al City). Insomma, in una fase in cui si tenta di rilanciare l’economia del pallone, che solo in Italia ha perso la bellezza di 1,1 miliardi causa Covid, le strade per cercare di trovare nuovi soldi si sono diversificate".

"I fan token sono un prodotto di mercato e credo che quello che serve per avere un rapporto più vicino tra tifoso e squadra possa funzionare, sempre che vada bene al tifoso - spiega Carlo Cottarelli, economista e presidente di Interspac -. Aspettiamo prima di dare un giudizio sui token: vedremo cosa succederà con l’Inter però non esagererei nel dire che si tratta di criptovalute. In questo caso compri un token e puoi fare certe cose. Parlando di criptovalute beh, se qualcuno vuole investire lo faccia, io no: è troppo volatile il mercato, le oscillazioni e il tasso del cambio sono molto rischiosi e me ne tengo lontano. Il mercato dei token non è esteso come quello dei bitcoin, può anche darsi che le oscillazioni non siano rilevanti. La risposta la daranno i tifosi, vedremo cosa succederà con l’Inter. L’ingresso di nuovi sponsor legati alle criptovalute d’altronde è il segno dei tempi: non mi piacciono molto ma entrano un po’ dappertutto. Con l’azionariato popolare promosso da Interspac siamo in un campo del tutto diverso".

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