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Garlando: “Inter, in Europa serve di più. La nostalgia della Lu-La una condanna”

KIEV, UKRAINE - SEPTEMBER 28: Joaquin Correa of FC Internazionale looks dejected during the UEFA Champions League group D match between Shakhtar Donetsk and Inter at Metalist Stadium on September 28, 2021 in Kiev, Ukraine. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Le impressioni del giornalista della Gazzetta dello Sport dopo il pari di Kiev

Alessandro Cavasinni

"Milano ha raccolto un punto in quattro partite di Champions e vede già gli ottavi sfumare nelle prime nebbie di stagione. Serviranno imprese per raggiungerli". Un accorato Luigi Garlando oggi commenta così sulla Gazzetta dello Sport il pari dell'Inter e il ko del Milan di ieri in Champions.

Sui nerazzurri: "Lo scorso anno due 0-0 contro lo Shakhtar Donetsk costarono l’ultimo posto nel girone di Champions e l’eliminazione da due coppe all’Inter di Antonio Conte. L’Inter di Simone Inzaghi non è riuscita a cambiare abitudini: terzo 0-0 di fila - spiega -. Eppure i nerazzurri le occasioni per segnare le hanno avute, tante e grosse: traversa di Barella, errori macroscopici di Dzeko e Lautaro, due prodezze di Pyatov nel finale su Correa e De Vrji. In tutto fanno cinque occasioni d’oro. Cinque come i gol che l’Inter segnò allo Shakhtar il 17 agosto 2020 nelle semifinale di Europa League: doppiette di Lukaku e Lautaro. Questa Inter è condannata a convivere con la nostalgia della Lu-La. Ma se i nerazzurri non hanno vinto, non è stato solo per gli errori di mira. Anzi, la ricca contabilità delle occasioni è fuorviante. L’Inter ha tirato più di quanto abbia costruito. Sono mancate fluide linee di gioco e la personalità per prendere in pugno la partita. Lo Shakhtar di De Zerbi ha costruito più calcio e, per lunghi tratti della ripresa, ha messo sotto i nerazzurri". Garlando sintetizza: "In Europa, serve di più. Come ha spiegato bene il Milan, prima che Kessie facesse quel fallo".

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