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Galliani: “I top lontani dalla A. Lukaku? Come Ibra-Thiago al PSG”

MILAN, ITALY - APRIL 23:  Adriano Galliani looks on before the Serie A match between AC Milan and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on April 23, 2017 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

L'ex dirigente del Milan spiega l'evoluzione del calciomercato e la perdita di appeal del campionato italiano

Alessandro Cavasinni

Il fattore pandemia, ma non solo: il calcio italiano ha perso appeal. Adriano Galliani ne parla al Corriere della Sera.

Come lo spiega?

"Il mercato è figlio dei ricavi che sono cambiati da nazione a nazione in base agli introiti da diritti tv. Negli anni Sessanta, quando la voce dei diritti tv non pesava sui bilanci dei club, e la maggior parte dei ricavi erano dal ticketing, i grandi club avevano fatturati simili. Eusebio iniziava e terminava la carriera nel Benfica, così Cruijff nell’Ajax e Rivera nel Milan. Con la vendita dei diritti televisivi si è aperta la forbice tra i club di Paesi diversi. La Premier, per dire, fattura tre volte e mezzo il campionato italiano. Ecco perché lì vanno i giocatori migliori".

Nella medesima estate la Serie A ha perso Donnarumma, Lukaku e Cristiano Ronaldo. Un impoverimento inaspettato?

"Mica si può dare la colpa ai dirigenti di Milan, Inter e Juventus. Nel 1990 quando terminò il primo contratto che Marco Van Basten aveva firmato con il Milan e il suo maestro Cruijff lo chiamò a Barcellona ebbi la forza di proporgli un tale rinnovo da farlo restare. Ora che il Barcellona fattura quattro volte il Milan non sarei più in grado".

Come si rimedia a questo ridimensionamento?

"Pazienza, si gioca con altri calciatori. Bisogna rassegnarsi alla fuga dei top nei campionati o nei club che hanno dimensioni economiche differenti. Del resto bisogna considerare un altro aspetto fondamentale nella questione dei diritti: si vendono nei Paesi dove si parla la stessa lingua del campionato di riferimento".

Come vede la corsa scudetto?

"Premesso che reputo un colpo di genio quello della Roma di arruolare Mourinho, credo che le milanesi, le romane, il Napoli, la Juventus e l’Atalanta sono in corsa per i primi sette posti. Poi con quale graduatoria non saprei".

La cessione di Lukaku al Chelsea in nome della sostenibilità economica ricorda le vendite sofferte di Ibrahimovic e Thiago Silva nel 2012?

"Assolutamente sì ma davanti a 115 milioni, come quelli offerti all’Inter dagli inglesi, come puoi opporti?".

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