FC Inter News
I migliori video scelti dal nostro canale

rassegna

Dalle testate allo scudetto: Mihajlovic, Zanetti e Mancini scrivono a Ibrahimovic

MILAN, ITALY - MAY 01: Zlatan Ibrahimovic of AC Milan looks on during the Serie A match between AC Milan and Benevento Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on May 01, 2021 in Milan, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

I tre ex nerazzurri ricordano i momenti trascorsi con il gigante svedese, che domani festeggerà i 40 anni

Stefano Bertocchi

Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport c'è ampio spazio dedicato a Zlatan Ibrahimovic, che domani spegnerà 40 candeline. Per festeggiare il compleanno dello svedese, la rosea ha permesso ad alcuni ex compagni ed allenatori di mandare un messaggio all'attaccante del Milan: presenti anche i pensieri degli ex nerazzurri Roberto Mancini, Javier Zanetti e Sinisa Mihajlovic. 

ZANETTI - "Grazie Zlatan. Grazie per quello scudetto a Parma. Ricordo bene tutto: la partita si era messa male, avevamo tante assenze, il campo era pesante e il risultato non si sbloccava. Poi sei entrato tu. Noi lo sapevamo. Sapevamo che prima o dopo saresti entrato, sapevamo di avere un jolly da giocarci. E che jolly: hai fatto una doppietta, dopo il primo gol tutta la squadra sopra di te, poi l’abbraccio con Moratti nello spogliatoio, indimenticabile. Ti conosco nella doppia veste: compagno sì, ma sei stato pure un grande avversario. Con quel fisico che ti ritrovi, marcarti è sempre stato complicato: lo era in allenamento, figurarsi in partita. Ma ho due foto di te ben impresse, da avversario. La prima è il rigore che hai calciato con la maglia del Milan nel 2012: in porta c’era Julio Cesar, avete cominciate a dirvi di tutto, Julio ha provato a innervosirti ma non ci è riuscito, hai segnato lo stesso. L’altra foto è dell’anno del Triplete: a Barcellona c’eri tu che provavi a buttarci fuori, a un certo punto ti avvicini a parlare con Guardiola a bordo campo e da dietro arriva Mourinho a infastidirvi. Mi viene da ridere ancora oggi! Tanti auguri Zlatan, sei un campione senza tempo: goditi questo compleanno!".

MIHAJLOVIC - "La prima volta ci siamo presi a testate in campo: insulti e botte fino ad essere espulsi. L’ultima ci siamo ritrovati a cantare insieme, ma sarebbe meglio dire a stonare, sul palco di Sanremo distruggendo il brano “Io vagabondo”. Tra quel 20 aprile 2005 in cui ti venni a cercare nello spogliatoio per menarti senza trovarti, ma pensando «questo ragazzo ha le palle», e il Festival dello scorso anno, quando mi hai voluto tuo ospite, sono passati 16 anni e tanta vita. Ci siamo dovuti prima scontrare per capire che eravamo fatti della stessa pasta: quella delle persone dure, sicure, ma sempre vere. Nel tempo ho scoperto che l’uomo Ibra vale quanto se non addirittura più del campione. E l’ho capito ancora una volta quando, durante la mia malattia, mi hai chiamato in ospedale e non riuscivi a parlare per la commozione, ma hai detto con un filo di voce: «Sini, per te sono disposto a tutto, chiamami e gioco anche gratis...». Sai quanto mi sarebbe piaciuto averti in squadra, ma era giusto però che tu tornassi al Milan per chiudere una carriera epica. Che non è ancora finita. So che regalerai ancora gol, prodezze e frasi a effetto, con la classe e la personalità che ti rende unico al mondo. Auguri amico mio carissimo: per i leoni come te, il tempo che passa non conta...".

MANCINI - "Ciao Zlatan, il modo migliore per farti gli auguri è dirti grazie. Grazie perché mi hai aiutato a vincere dei trofei: non solo lo scudetto di Parma, anche se tutti pensano che siano quelli il giorno e la partita che mi sono rimasti più impressi. Grazie perché mi hai aiutato a modo tuo: qualità ma soprattutto professionalità, sempre perfetto in campo e fuori, se potevo mettere te in formazione io ero tranquillo. E infatti siamo sempre andati d’accordo, non abbiamo mai avuto problemi. Con te sono stato fortunato anche per un altro motivo: ho avuto il piacere di allenarti forse all’apice della tua carriera, per te era davvero un momento straordinario. Per questo oggi vederti in campo così mi rende felice: non perché giochi ancora a 40 anni, ma perché lo fai ancora ad alti livelli. E questo - ma tu lo sai - è il miglior premio alla tua professionalità. Ti è mancato il premio che per molti, non per te, è il massimo riconoscimento per un giocatore, il Pallone d’oro: per me lo avresti meritato come lo hanno meritato negli ultimi anni quasi sempre Messi e Cristiano Ronaldo. Per quello che hai dimostrato, non sei stato da meno rispetto a loro. E passa un bellissimo compleanno".

tutte le notizie di