"Erick Thohir, dopo aver provveduto a esonerare Mazzarri con 40 giorni di ritardo (il grande passo andava fatto il 6 ottobre, dopo il 3-0 dalla Fiorentina), ha lasciato Milano, per un viaggio di lavoro in Europa; i tecnocrati nerazzurri continuano a far di conto, promettendo un aumento dei ricavi dei quali non c’è traccia; gli uomini mercato lavorano giorno e notte. Come spesso succede, chi si ritrova esposto alla tempesta è l’allenatore, nello specifico Mancini, al quale devono essere già aumentati i capelli bianchi. Perché i problemi da risolvere sono tanti, il lavoro enorme e chissà se basteranno 5 mesi per la ricostruzione". Questa l'analisi piuttosto cruda e pessimista del Corriere della Sera. "La partita con il Milan ha fatto capire che Mancini, bravo a liberare la squadra dal punto di vista mentale, non è molto cambiato rispetto a dieci anni fa. Il principio ispiratore è sempre lo stesso: la tecnica, la necessità di arrivare al risultato attraverso il gioco, la capacità di muoversi da squadra. Davanti a lui ci sono cinque interrogativi ai quali dare una risposta (sempre che ci riesca e non è scontato). Primo: restituire certezze alla difesa, che ancora sbanda come si è visto non soltanto sul gol di Ménez.

In questo senso c’è da ritrovare il miglior Vidic, ora che si è tornati a giocare a 4. Secondo: Guarin ha avuto totale fiducia, ma ha confermato che per lui il calcio non è uno sport di squadra. Anche nel derby ha giocato da solo, evitando di passare il pallone a Palacio e Icardi in situazioni favorevoli. Terzo: Kovacic deve decidere che cosa vuol fare da grande, perché è vero che ha vent’anni, ma è venuto il tempo di esplodere. Mancini può molto aiutarlo a crescere, ma deve essere lui a compiere il primo passo, razionalizzando il suo gioco. Quarto: Icardi non può giocare come nel derby; servono una diversa intensità, un’altra concentrazione, altre motivazioni. L’occasione che gli è capitata dopo 8’ avrebbe potuto cambiare la partita. Quinto: ora che gli infortunati stanno tornando, Mancini ha la possibilità di valutare l’intera rosa, perché le situazioni in sospeso sono tante, forse troppe, da Hernanes a Medel. Quella del derby non è ancora e non può essere la sua Inter". 

Sezione: Rassegna / Data: Mar 25 novembre 2014 alle 14:19 / Fonte: Corriere della Sera
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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