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Capello: “L’Inter ha subito l’addio di Lukaku. Diverso il discorso Ronaldo-Juve”

ROME, ITALY - MAY 13:  Fabio Capello attends during the Charity Gala Dinner on May 13, 2019 in Rome, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images for Lega Serie A)

L'ex allenatore di Milan, Juve, Roma e Inghilterra parla della Serie A depotenziata dalle partenze di Lukaku e Ronaldo

Alessandro Cavasinni

"Inutile negare l’evidenza. Basta vedere il numero di maglie che vendevano i giocatori in questione come Lukaku Ronaldo per capire che effettivamente il nostro campionato ha perso i giocatori migliori. Non che sia di consolazione, ma è un fenomeno che sta riguardando anche la Spagna, che ha perso Messi e che, non a caso, per compensare sta cercando di prendere Mbappé. Spagna che a suo tempo aveva perso anche Ronaldo, sia chiaro". Lo dice Fabio Capello, intervistato da Tuttosport per parlare della nuova Serie A.

" Lukaku ha fatto una scelta prettamente economica e di prospettiva, mentre non c’erano sicuramente questioni economiche da parte di Ronaldo - spiega l'ex Juve e Milan -. Al massimo, da parte della Juve, che infatti sta procedendo con vari aumenti di capitale. Vedendo l’infelicità del giocatore, al club bianconero stava bene che se ne andasse. Lo vedo quasi come un accordo silenzioso tra le parti. L’Inter, invece, la partenza di Lukaku l’ha subita. Chi ci ha perso di più? Il valore nelle due squadre credo si equivalga. Lukaku era il punto di riferimento del gioco di Conte, assolutamente fondamentale. E poi era cresciuto molto rispetto al Lukaku inglese, dove non aveva espresso tutta la sua potenzialità. La Juventus, senza Ronaldo, perde trenta gol a stagione: e considerato che non potrà comprarli al supermercato…". 

Su Donnarumma: "Se devo essere sincero, non mi aspettavo proprio la sua scelta. Una volta che il Milan si era qualificato per la Champions, non aveva motivo di andarsene. Senza Champions, sarebbe stato diverso. Ma così… Non giustifico la sua non riconoscenza, visto anche l’importante offerta che il Milan alla fine gli aveva riconosciuto".

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