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Cannavaro: “Lukaku? Bonucci e Chiellini hanno già dimostrato che si può fermare”

AL WAKRAH, QATAR - NOVEMBER 28: Fabio Cannavaro gives instructions during the AFC Champions League Group G match between Vissel Kobe and Guangzhou Evergrande at the Al Janoub Stadium on November 28, 2020 in Al Wakrah, Qatar. (Photo by Simon Holmes/Getty Images)

L'ex capitano della Nazionale esalta le qualità della coppia di centrali azzurri

Mattia Zangari

La Nazionale italiana è chiamata al grande salto contro il Belgio, per non sprecare quanto di buono fatto vedere nell'era Mancini. A pensarlo è Fabio Cannavaro, protagonista di un'intervista alla Gazzetta dello Sport. "La squadra mi piace molto. Per l’idea di gioco che esprime, per il lavoro di Mancini, per il cammino percorso. Perché non si realizza una striscia di 31 risultati utili se non c’è sostanza. Solo che con il Belgio siamo a un bivio. Bisogna coniugare bellezza e risultato ed è logico che andando avanti sale la tensione e tutto si può complicare in un attimo. E poi ci vuole un po’ di fortuna", dice il tecnico del Guangzhou Evergrande. Prima di concentrarsi sui punti di forza dei Diavoli Rossi: "Hanno giocatori in grado di risolvere la partita da soli. Penso a Lukaku e a Mertens, anche se ultimamente il napoletano non è al meglio ma ha grande facilità di tiro e “vede” la porta. Poi ci metto i due in dubbio e anche Witsel che conosco molto bene, avendolo avuto al Tianjin: un centrocampista completo capace di far bene qualsiasi cosa. Inoltre hanno in Courtois un ottimo portiere e mi piace molto la gestione del c.t. Martinez"

A proposito di Big Rom, Cannavaro pensa che il pacchetto difensivo azzurro possa limitarlo: "Chiellini e Bonucci hanno mostrato già in campionato che Lukaku si può fermare, ma anche Acerbi sa fare il suo. Però devono funzionare le marcature preventive e più avanti il filtro di Jorginho e degli altri centrocampisti, se no tutto rischia di complicarsi. Questo non è il Belgio che abbiamo affrontato nel 2016, ma un gruppo al pieno della maturazione, tra le favorite per la vittoria finale. La strategia la deciderà Mancini. Con l’Austria abbiamo pagato un po’ la fisicità avversaria, ma per fortuna negli ultimi 20 metri non erano molto pericolosi. Nelle difficoltà il nostro c.t. ha mostrato di avere le idee chiare e i cambi hanno risolto la sfida. Ecco, ogni azzurro deve essere mentalmente pronto, consapevole che un minuto in un Europeo vale 10 partite di Serie A".

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