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Calvarese: “Mi sono dimesso per la mia azienda. Non ho smesso per Juve-Inter”

FLORENCE, ITALY - FEBRUARY 19: Giampaolo Calvarese referee during the Serie A match between ACF Fiorentina  and Spezia Calcio at Stadio Artemio Franchi on February 19, 2021 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il racconto al Corriere della Sera dopo la decisione di chiudere la carriera

Redazione FcInterNews

"È stata una decisione sofferta, ma l’ho presa per seguire da vicino la mia azienda di integratori. Vorremmo lavorare con squadre professionistiche e la scelta di dimettermi è stata l’unica percorribile per non incorrere in eventuali conflitti d’interesse". Gianpaolo Calvarese racconta così al Corriere della Sera la scelta di non proseguire nella carriera di arbitro.

"Sbagliare il meno possibile è l’obiettivo primario, non sbagliare è impossibile. Le critiche sono motivo di crescita, anche quelle dei tifosi: il calcio è di tutti. Fino a quando non vengono strumentalizzate. Quando si fa un errore bisogna dirlo, senza infierire", dice ancora Calvarese, a cui viene chiesto anche un parere sulle spiegazioni postume date da Orsato per Inter-Juventus del 2018. "Nel 2021 comunicazione e connessione tra addetti ai lavori sono fondamentali. È una svolta epocale, c’è bisogno di tempo per migliorare. La nuova governance Aia sta lavorando in tal senso, l’esperimento è stato un incipit, la strada non va abbandonata".

In compenso anche il derby d'Italia diretto dallo stesso Calvarese ha dato il là a tante discussioni. "Le polemiche fanno parte del gioco, il clamore mediatico di certe gare amplifica le decisioni. La gestione di quella gara poteva essere fatta meglio e me ne rammarico, ma non mi fate entrare negli episodi specifici, generebbero ulteriori discussioni che potrebbero essere strumentalizzate, da una o dall’altra squadra o da terzi. La mia decisione con quel match non c’entra, è determinata da altri elementi, come ho detto. C’era la possibilità di proseguire come arbitro e non solo come Var, ma ho scelto di lasciare per la mia azienda. Pressione? I club non mettono pressione, ma una decisione può spostare equilibri economici importanti: l’unica arma è prendere buone decisioni e per prenderle bisogna essere preparati. Gli arbitri devono essere consapevoli che un fischio pesa".

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