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Bergomi: “Scontri diretti fondamentali per lo scudetto. Brozovic? Va fatto uno sforzo”

Bergomi: “Scontri diretti fondamentali per lo scudetto. Brozovic? Va fatto uno sforzo”

L'analisi dello "Zio" sulla stagione dei nerazzurri

Redazione FcInterNews

Beppe Bergomi analizza la situazione dell'Inter dalle colonne di Tuttosport. "In tutti gli scontri diretti l’Inter ha sempre giocato bene, ha sempre avuto la supremazia per 60-70 minuti durante l’intera partita. L’Inter è una squadra forte ma diversa da quella dello scorso anno. Ha ancora una coralità di gioco, una qualità nei suoi centrocampisti molto elevata: perché affrontare Brozovic e Barella è dura per le altre squadre. Forse si può parlare della mancanza di un attaccante con le caratteristiche di Osimhen, quei giocatori che ti fanno vincere le partite da soli come Lukaku un anno fa. Ti manca questo tipo di giocatore insomma però come completezza di rosa l’Inter c’è ed è al livello delle altre".

Proprio gli scontri diretti rischiano, secondo Bergomi, di fare la differenza. "Si è sempre detto che si vince il campionato con le piccole ma mai come quest’anno, con questo equilibrio, vincere gli scontri diretti alla fine farà la differenza. La Juventus? Diventa difficile per chiunque recuperare un gap così con tre squadre che stanno facendo un grande percorso". C'è poi il dilemma tra cosa aiuti di più, stare nelle coppe europee oppure essere eliminati, in ottica campionato. "Andare avanti nell’Europa che conta ti aiuta anche psicologicamente, ti rende più forte. Ma è anche vero che una volta che sei fuori e metabolizzi l’eliminazione poi puoi solo pensare a preparare al meglio l’impegno della domenica. E l’Inter di Conte lo ha dimostrato".

Infine il capitolo rinnovi, in primis quello di Brozovic. "Lui è l’insostituibile dell’undici di Inzaghi - dice ancora Bergomi -. In Europa quanti ce ne sono di Brozovic? Se devo fare uno sforzo lo faccio su di lui. Bisogna fargli capire che si trova in una grande squadra, con un grande progetto e che lui può diventare una bandiera. Non può essere sempre e solo una questione di soldi, conta anche il senso di appartenenza".

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