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Parma-Inter, più e meno: Dimarco-Perisic, due padroni a sinistra. Vecino dà gas

PARMA, ITALY - AUGUST 08: Ivan Perisic of FC Internazionale in action during the pre-season friendly match between Parma Calcio and FC Internazionale at Stadio Ennio Tardini on August 08, 2021 in Parma, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - Inter/Inter via Getty Images)

Bene praticamente tutto l'organico: Lautaro volenteroso, Perisic si presenta bene. L'unico un po' giù? Vidal

Christian Liotta

Partita ben governata dall'intero collettivo inzaghiano, quella vinta per 2-0 contro il Parma. Prove positive nel complesso per tutti i protagonisti in campo, vediamo chi ha brillato maggiormente:

I PIU’

VECINO – E non solo per il gol: il suo ingresso, e contestualmente quello di un Federico Dimarco insieme al quale costruisce l’azione del 2-0, coincide col momento di spinta più incisiva e fruttuosa dell’intero incontro da parte dell’Inter. Che poi gestisce bene il doppio vantaggio arrivato in pochi minuti.

PERISIC – Schierato inizialmente al posto di un Federico Dimarco che sin qui molto bene ha fatto, dimostra un certo dinamismo e riesce a far gravitare spesso il gioco dalle sue parti. Bene anche dietro, da applausi un suo recupero sulla scheggia ducale Man.

LAUTARO MARTINEZ – A volte si incaponisce e pecca d’egoismo, ma ha tanta voglia di fare bene. Suoi i pericoli principali, seppur solo in potenza, per la porta di Colombi. Ed è lui a far nascere l’azione del gol di Brozovic dopo l’ottima respinta del portiere gialloblu.

DIMARCO – Ormai sono tanti gli indizi per fare una prova: il ragazzo c’è e la sua candidatura per un posto da titolare anche nel breve periodo è sempre più forte. Propizia l’azione del 2-0 ed è una presenza costante anche in fase di disimpegno.

IL COSI' COSI'

BARELLA – Ingiusto parlare di insufficienza, come anticipato. Deve mettere ancora qualche giro nel motore, è evidente. Colpisce un palo a botta sicura, poco dopo prova la giocata al volo sbagliando però i tempi. In rodaggio.

IL MENO

VIDAL - Non un grande impatto sul match, nel finale prima rimedia un'ammonizione inutile a risultato acquisito poi sciupa un'occasione comoda poco prima del gong.

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