Giovanni Malagò non si arrende e guarda con fiducia alle prossime elezioni della Figc, in programma il 14 dicembre. In un'intervista a Repubblica, l'ex presidente del Coni e attuale commissario federale ha parlato della propria candidatura, del rapporto con i presidenti di Serie A e della necessità di ricompattare un movimento attraversato da profonde divisioni. "Ho avuto l'onore, e non è da tutti, di essere imitato da Crozza, che indubbiamente fa molto ridere. Non puoi che accettarlo e per certi versi anche ringraziarlo", ha raccontato Malagò, commentando con ironia il proprio ritorno al centro del dibattito calcistico.

Sul fronte elettorale, però, il tono cambia. "Ho già parlato con 13 club di Serie A e tutti mi hanno rinnovato il sostegno", ha assicurato, confermando di voler lavorare per una candidatura capace di raccogliere consensi trasversali.

Malagò e il futuro della Figc: "Voglio compattare un mondo che vive sempre sulle divisioni"

La priorità è ricostruire unità. Malagò ha spiegato di aver accettato il commissariamento per contribuire a superare una fase difficile del calcio italiano. "Mi tessero con l'Aniene perché voglio compattare un mondo che vive sempre sulle divisioni", ha dichiarato, ribadendo la volontà di mettere da parte contrapposizioni e rivalità. Nessuna intenzione, inoltre, di lasciarsi condizionare dalle critiche: "Non mi abbatto e non mi sento abbandonato".

Mancini, Maldini e Pirlo: Malagò chiarisce le proprie scelte

Nel corso dell'intervista spazio anche ai nomi che hanno accompagnato il dibattito sul futuro della Nazionale. Su Roberto Mancini, Malagò ha spiegato di aver pensato a lui per guidare gli azzurri, pur ritenendo che non fosse opportuno un suo ritorno alla guida della Nazionale. Parole di stima anche per Paolo Maldini, indicato come una figura capace di assumere responsabilità organizzative e istituzionali. Quanto ad Andrea Pirlo, Malagò ha chiarito che non era previsto un suo coinvolgimento come ambasciatore federale.

Nazionale, Malagò guarda al rilancio: "Dobbiamo incentivare l'utilizzo degli italiani"

Tra gli obiettivi del commissario figura anche il rilancio del calcio italiano, a partire dalla valorizzazione dei giovani. "Bisogna trovare una forma di agreement tra le componenti, per favorire la filiera dalla Nazionale maggiore all'ultima delle under", ha spiegato. Malagò ha inoltre ribadito la necessità di incentivare l'impiego dei calciatori italiani nei club, considerando questo passaggio fondamentale per aumentare la competitività delle rappresentative azzurre. Lo sguardo è rivolto anche all'organizzazione degli Europei 2032, con il nodo degli stadi ancora centrale. Una sfida che richiederà collaborazione tra istituzioni, federazione e società.

Sezione: Rassegna / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 09:26
Autore: Ludovica Ferrante
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