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Tebas: “Nuova Champions accettabile, ma per me rimangono due problemi”

MADRID, SPAIN - JULY 30: Javier Tebas attends the La Liga Champions gala red carpet at the Reina Sofia museum In Madrid on July 30, 2021 in Madrid, Spain. (Photo by Pablo Cuadra/Getty Images)

Il presidente della Lfp: "Con CR7 i diritti tv della Serie A si pensava dovessero crescere, ma non è stato così"

Christian Liotta

Il presidente della Liga Javier Tebas è intervenuto durante una conferenza stampa a margine del World Football Summit, evento in corso di svolgimento allo stadio Wanda Metropolitano di Madrid. Nel corso del suo intervento, il numero uno dei club iberici si è espresso su tantissimi argomenti, tra i quali anche la riforma della Champions League che entrerà a regime nel 2024: "Cosa ne penso? La UEFA ha la sua autonomia, ma non voglio che mi dica come organizzare il campionato. Rispetto alla proposta della UEFA posso dire che è molto più accettabile di quella del 2019. Ci sono però due problemi: il numero di partite in questa nuova fase con girone unico, da sei a dieci, bisogna provare che non facciano danno alle competizioni nazionali, e iniziare con otto magari. Il mio auspicio è che con più partite a livello internazionale non si produca un travaso di soldi dai club che giocano in campionato ai club che giocano le coppe. Il secondo problema è quello dei coefficienti, che si mantenga una qualificazione per merito sportivo è importante. Maggiori ricavi? Non bisogna dare più soldi ai club che giocano le coppe per pagare ancora di più giocatori che guadagnano già moltissimo, perché altrimenti si producono distorsioni a livello dei mercati nazionali".

Tebas si è anche soffermato sul nuovo appeal della Liga priva di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi: "Da anni preparavamo una strategia per quando non avremmo più avuto questi grandi giocatori. Con Ronaldo l’Italia sembrava che dovesse far crescere i ricavi da diritti tv, mentre in realtà le offerte sono state in linea con quelle del ciclo precedente. Non abbiamo ricevuto neanche una chiamata dai broadcaster sugli addii di Messi e CR7, i grandi broacaster si fissano sulla competitività, non su due giocatori. In Liga ci sono grandi giocatori, bisogna guardare il collettivo e non credo che l’addio di Messi ci farà un danno così grande. Magari al Barcellona, ma non a noi come competizione".

 

(Fonte: Calcioefinanza.it)

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